Crociera sul Nilo
La Crociera sul Nilo è uno di quei viaggi che tutti quelli che l’hanno fatto considerano indimenticabile e raccomandano di fare una volta nella vita. Narrata in celebri romanzi e film, ha quel sapore romantico ma anche di cultura e scoperta che sembra riportare in un’altra epoca, quando eleganti esploratori bevevano del tè navigando lentamente le calme acque del Nilo, spingendosi sempre più a sud alla scoperta di antichi templi e civiltà perdute. Sapore di avventura, di colta nobiltà. Un mix perfetto tra viaggio, storia e relax.

Oggi le cose stanno un po’ diversamente. Non ci sono più né coccodrilli né tantomeno esploratori con bermuda e binocolo, bensì influencer che fanno servizi fotografici nei templi e orde di turisti di ogni tipo, tra chi come noi viaggia autonomamente e insoliti gruppi. Il Nilo è ormai una meta che attira ogni anno milioni di visitatori e ha creato un’industria efficiente e ben strutturata.
Ciononostante, organizzare la crociera sul Nilo senza agenzie non è stato facilissimo. Intanto dovevamo capire quali fossero i voli migliori per ottimizzare le tempistiche. Le crociere, praticamente tutte, partono da Luxor il lunedì verso l’ora di pranzo mentre, almeno da Roma, l’unico volo diretto è previsto solamente una volta a settimana e arriva il lunedì sera. Quindi impraticabile. Fare uno scalo, quindi, diventa d’obbligo. Avere un diretto che non serve a nulla è antipatico, però almeno dover decidere uno stopover allarga infinitamente le possibilità di raggiungere Luxor in tempo visitando anche qualcos’altro. Fare uno scalo al Cairo e passare un paio di giorni lì è l’opzione più ovvia. Atene, Istanbul e altre città consentono di essere più flessibili.

Noi abbiamo scelto di passare una notte ad Atene, all’andata. Una città che già conoscevamo, però è sempre un piacere tornarci ed è ben collegata (leggi il nostro racconto su Atene). Al ritorno, invece, ci siamo fermati due giorni al Cairo per visitare (di nuovo) le piramidi e il GEM, il nuovo museo egizio.
Oltre ai voli su Luxor, l’altra difficoltà organizzativa riguardava il capire quale compagnia di crociere offrisse il miglior rapporto qualità/prezzo. Se si va sul web si pubblicizzano tutte come 5 stelle lusso, ma qualcosa ci diceva che non fosse proprio così. Gli egiziani sono abilissimi venditori sin dai tempi antichi e quindi c’era poco da fidarsi. Tranne, ovviamente, quelle poche navi a prezzi esorbitanti dove, come per ogni cosa che si strapaga, si va sul sicuro.

Alla fine, dopo una lunga ed attenta ricerca, partendo dalla domanda fatta all’AI su quali sono le 10 navi migliori (anche perché sono in tutto oltre 250 quelle che solcano il Nilo) e comparando i prezzi, abbiamo prenotato una che non ha smentito le aspettative. Nave lussuosa ma non carissima. Classica e non moderna come alcune che abbiamo visto e che non si addicevano allo stile del viaggio. Perché, affinché da fuori le navi siano tutte uguali, a tre piani, con il deck con piscina e prendisole, dentro alcune erano poco tradizionali. Però è una questione di gusti.

Quindi possiamo confermare che il corretto rapporto qualità-prezzo si trova. Avremmo potuto anche scrivere il nome della nostra nave, però visto che le compagnie a volte cambiano preferiamo lasciare un po’ di brivido di ricerca. Ci si può anche affidare a un tour operator di fiducia. Tanto la ricetta del viaggio è identica per tutti. Si dorme e si mangia sulla nave, il pacchetto è quasi sempre all inclusive salvo le bevande e comprende anche le varie escursioni. Un solo suggerimento: non risparmiate sulla crociera. Alcune delle navi che incrociavamo erano davvero terribili, altre con passeggeri di un determinato paese, probabilmente perché legate a un circuito turistico specifico (asiatici, mediorientali) ecc.

Anche se la crociera sul Nilo è un’esperienza bellissima, in ogni caso ci sono varie pecche. Innanzitutto sembrerebbe che partano tutte di lunedì, cosa inspiegabile visto che facendo anche lo stesso itinerario e soste creano affollamenti mentre negli altri giorni non c’è nessuno. Poi c’è la questione degli attracchi. Di notte le navi sono ormeggiate sulle banchine e per una questione di spazio attraccano una accanto all’altra e i passeggeri di quelle esterne devono attraversare le hall di quelle interne per scendere a terra. C’è la security quindi nessun fastidio particolare, ma a qualcuno la questione potrebbe disturbare. Peggio, però, è il fatto che ormeggiando una accanto all’altra ci si può trovare ad avere le finestre e il balcone della cabina a un metro da quelli della nave accanto e quindi non solo non vedere il panorama ma persino essere costretti a tenere le tende della camera sempre chiuse e le luci accese, anche di giorno. E visto che ad esempio ad Aswan siamo stati due notti ormeggiati dal lato nostro, la questione era alquanto fastidiosa.

Il periodo migliore per la crociera sul Nilo? Sicuramente non in estate. Tra novembre e i primi di marzo le temperature sono perfette. Caldo di giorno e fresco piacevole di sera. Con le dovute eccezioni. Inoltre, l’alta stagione significa anche molti turisti, però non si può desiderare tutto.
Le crociere durano solitamente 4 oppure 7 notti. Nel primo caso partono da Luxor e arrivano ad Aswan. Nel secondo ritornano a Luxor. Ci sono aeroporti internazionali sia a Luxor che ad Aswan e quindi scegliere la durata diventa una questione di tempo a disposizione.
Non si spingono oltre Aswan per via della gigantesca diga che sbarra il Nilo e che ovviamente le navi non possono superare. Per andare più a sud, infatti, verso Abu Simbel, c’è solo la strada nel deserto.
E a proposito di Abu Simbel, spesso questo straordinario tempio va associato a Luxor, soprattutto se ci si affida a molte immagini sul web che possono creare un equivoco e delusione. Abu Simbel si trova a circa tre ore e mezzo a sud di Aswan e si visita prenotando una gita apposita a fine crociera. Quindi state attenti se volete visitarlo e programmate una giornata in più. Di solito si parte all’alba per avere il tempo sufficiente per tornare indietro e magari essere lasciati la sera all’aeroporto per il volo di rientro. Che è meglio, quindi, avere il più tardi possibile.

Alcune altre accortezze valide non solo per le crociere ma in generale per l’Egitto. Non bevete mai acqua dal rubinetto ed evitate il ghiaccio nelle bevande. Solo quando avete certezza, come sulle navi e nei ristoranti di livello, che sia fatto con acqua minerale allora va bene. E ovviamente cercate di non far entrare l’acqua in bocca quando vi lavate o fate la doccia. Non fermatevi mai a chiacchierare con i venditori nei mercati, salvo vogliate veramente comprare qualcosa. Altrimenti non ve li scollerete d’addosso. Non date retta a guide turistiche improvvisate, a chi vi vuole far vedere la bottega di cocci del cugino o il ristorantino tipico del nipote oppure vi indica (come se non poteste capirlo da soli) dove scattare una bella foto. Tutti chiedono soldi in cambio. Infine, non accettate passaggi, non salite su taxi non ufficiali e, se possibile, usate Uber.
Prima di iniziare la crociera sul Nilo vale la pena dare un’occhiata alla mappa per capire dove si va e magari ripassare anche un po’ la storia dell’Antico Egitto per cogliere e godersi appieno i luoghi che si visitano. È il più leggendario fiume del pianeta, oltre che il più lungo, e solo navigandolo si comprende perché ha portato vita e prosperità per le antiche civiltà che hanno vissuto sulle sue sponde e perché tutt’oggi continua ad esserlo.
Lungo oltre 6000 chilometri, sommando il Nilo Bianco e il Nilo Blu che si uniscono in Sudan per poi oltrepassare il confine con l’Egitto, tagliando in due il deserto del Sahara prima di confluire nel Mediterraneo grazie all’enorme e lussureggiante delta che si estende tra Il Cairo e Alessandria.

Venerato dagli antichi egizi, il Nilo ha ispirato lungo il suo percorso la costruzione di alcuni dei più bei templi che il mondo antico abbia mai creato. Karnak e Luxor, Horus, Edfu, Philae, Kom Ombo e alla fine Abu Simbel. Giusto per menzionarne alcuni. Templi e tombe incredibili risalenti ad oltre 4500 anni fa.
Già dall’oblò dell’aereo, avvicinandosi a Luxor, si scorgono i campi coltivati sulle due sponde del Nilo il cui verde appare come un miraggio nel deserto infinito. Grazie al Nilo, laddove altrimenti ci sarebbe solo sabbia e sassi, sin dall’antichità si coltiva la terra, si allevano animali e si trasportano merci. Il fiume è stato e continua ad essere la più grande risorsa idrica dell’Egitto.
Appena atterrati all’aeroporto di Luxor ci dirigiamo in taxi verso la banchina dove ci attende la nostra crociera. Veniamo accolti da un equipaggio cordiale e professionale. Lasciamo i bagagli e scendiamo per un briefing sul programma che ci aspetta in questi giorni a bordo.

Esplorare il Nilo da soli, magari in auto, è impossibile o quantomeno poco sensato. Si sceglie la crociera. Inoltre, così si hanno tutti i comfort necessari. Guide professionali per i templi, pulmini per i trasferimenti a terra, biglietti d’ingresso già pronti ecc. Ci pensa a tutto l’organizzazione della nave mentre ai turisti non resta che godersi la vacanza. Anche se, seppur parliamo di una crociera su un fiume, alla fine non è tutto relax e ritmi lenti. Ci si sveglia prestissimo, sia per evitare il caldo che per trovarsi già nei templi con una bella luce, evitando il caldo a metà giornata. Si visitano più luoghi nello stesso giorno e alla fine il riposo è poco e dormire fino a tardi un miraggio. Bisogna tenerlo presente.
Come bisogna purtroppo fare i conti con le onnipresenti mance che vengono chieste persino per servizi pagati regolarmente, per cui alla fine si deve comunque (ed incomprensibilmente) dare anche una mancia.
Noi avevamo scelto un itinerario che prevedeva 4 pernottamenti e quindi 5 giorni pieni di crociera, toccando le città di Luxor, Edfu e Aswan, con alla fine un’escursione in giornata ad Abu Simbel prima di essere lasciati all’aeroporto per il volo serale di ritorno verso Il Cairo.
La crociera
Il primo giorno è dedicato ai templi e alle altre attrazioni dell’antica città di Luxor. Ovvero dall’ora di pranzo del giorno di arrivo all’ora di pranzo di quello successivo quando si salpa. Si dorme sulla nave che, però, rimane ormeggiata. Dopo il briefing a bordo e un pranzo saliamo sul pulmino che ci porta subito alla scoperta dell’East Bank, la sponda est del Nilo.

Ed è lì che si trova, poco fuori Luxor, il Tempio di Karnak, uno dei più famosi nonché il più esteso di tutti i templi dell’antico Egitto. Il corpo principale è dedicato al dio Amon, mentre gli altri a divinità minori. Definirlo spettacolare è dir poco. Trovarsi in mezzo alle sue gigantesche colonne (134 per precisione) ornate da disegni e scritture è emozionante. Se non fosse per la folla incredibile che rovina un po’ l’esperienza, che rimane però in ogni caso fantastica. Al tramonto, poi, tingendosi di rosso, Karnak dà il meglio di sé.

L’altro celebre tempio cittadino è Luxor che si trova invece in pieno centro. Lo andiamo a visitare la sera, illuminato. Ed è impressionante. Edificato a partire dal XIV secolo a.C. è stato poi migliorato prima da Tutankhamon e poi da Ramses II. Come quasi tutti i grandi templi dell’antico Egitto, edificato lungo il Nilo, anche quello di Luxor si è trovato più volte sommerso dall’acqua durante le piene del fiume. Luxor è sicuramente uno dei templi più belli in assoluto.

La mattina seguente sveglia alle 6 e usciamo alle 7 in direzione West Bank, il versante delle montagne dove, nei pressi di Luxor, sotto i pendii della rocciosa montagna o nei canyon all’interno si nascondono altri tesori dell’antico Egitto, molti dei quali ancora non del tutto esplorati. Infatti ci sono ancora numerose missioni archeologiche che lavorano nei vari nuovi siti.

Già lungo la strada costeggiamo i campi con varie coltivazioni, spiazzi per l’essiccazione dei pomodori e negozi dove si lavora e vende l’alabastro. Ci vogliono circa 45 minuti dal centro per raggiungere la prima tappa che è il tempio funerario di Hatshepsut. Si passano i Colossi di Memnone, due gigantesche statue che s’innalzano come se nulla fosse in mezzo al nulla.

Il tempio di Hatshepsut è molto particolare, praticamente incastonato nell’enorme roccioso pendio della montagna. Ha una linea architettonica che può sembrare persino moderna mentre risale a 4000 anni fa. Dalla cima dell’ampia e caratteristica scalinata si ammira, foschia permettendo, la vallata che si estende fino al Nilo.
Risaliamo sul pulmino ed entriamo in profondità nella montagna raggiungendo la Valle delle Regine. Qui si trovano le tombe delle mogli, delle madri e dei figli di alcuni faraoni. Scoperte dalla celebre spedizione italiana guidata da … Museo Egizio di Torino …, questi antichi sepolcri seguono le stesse regole delle tombe dei faraoni, però più piccole. Formate da corridoi riccamente ornati da scritti e disegni che scendono in profondità all’interno del monte, lontano dalla città e quindi da occhi indiscreti. La più famosa è sicuramente la tomba di Nefertari, la celebre e potentissima regina sposa del faraone Ramses II.

Dalla Valle delle Regine, dopo un tragitto di circa 20 minuti, arriviamo nella Valle dei Re, la grande sorpresa del nostro secondo giorno sul Nilo. Già solo pensare che per millenni questo canyon ha custodito una tale quantità di incredibili sepolcri contenenti al suo interno tesori inestimabili, senza che nessuno ipotizzasse la loro esistenza, sembra fantascienza. Le tombe dei più importanti e potenti faraoni egizi sono qui. La tomba di Tutankhamon, scoperta nel 1827, e poi le altre tra cui, giusto per elencare quelle più belle, la tomba di Ramses IV, Ramses III e Ramses I. Opere incredibili, dal punto di vista sia delle tecniche costruttive che artistico.

Prima di rientrare sulla nave per il pranzo che coincide con il salpare per la crociera, l’ultimo stop si fa in uno dei tanti laboratori di artigiani dell’alabastro. È il prodotto di cui più si va fieri a Luxor. C’è l’immancabile sensazione che tutti cerchino di raggirarvi per vendervi almeno un souvenir.

Salpata la nave, scivolando lentamente sulle calme acque del Nilo, finalmente ci concediamo un po’ di sole e relax sulla terrazza ammirando il susseguirsi di quei paesaggi che si immaginano sempre pensando a questa crociera. Palme, piantagioni di banani e piccoli campi coltivati e dietro il deserto.

Sul deck nei pomeriggi offrono del tè con dolci, aperitivi al tramonto e quant’altro serve per assaporare il ritmo del fiume e il piacere di trovarsi a bordo di una nave che nei giorni successivi regalerà emozioni indimenticabili.

E così, nel tardo pomeriggio del secondo giorno arriviamo alla diga di Esna. Una grande chiusa permette di risalire il fiume alzando la nave per quasi 5 metri. Abbiamo due imbarcazioni davanti a noi (la chiusa permette il passaggio proprio di due per volta) e ci mettiamo in attesa. Dopo poco dietro di noi cominciano ad arrivare decine di altre barche mentre il buio cala e le loro luci si accendono una dopo l’altra. Si crea uno strano ingorgo navale fluviale.

Passiamo la chiusa ed attracchiamo nella città di Edfu che è uno dei tipici conglomerati urbani egiziani. Polverosissimo e pieno di traffico. Per fortuna stiamo sulla nave che è un’oasi di pace.
La mattina, da non credere, l’orario di ritrovo è alle 9. Sarà l’unica mattina che ci viene concesso dormire un po’ di più. Ci imbarcano su carrozze trainate da cavalli che attraversano il chiassoso centro cittadino facendoci rimpiangere di aver fatto la doccia prima, per lasciarci poi, ricoperti di polvere e smog, al tempio di Horus.

Horus è maestoso, molto interessante ed è l’ennesima conferma che per godersi al meglio la crociera sul Nilo occorre avere una guida, per quanto sa di turismo di massa. Conoscere la storia dei templi è fondamentale per apprezzarli al meglio perché ogni disegno narra qualcosa tramandato nei secoli.

Una volta ritornati sulla nave salpiamo felici di avere di nuovo qualche ora di relax sul deck. Saranno gli ultimi momenti di vera navigazione sul Nilo, con quel susseguirsi di paesaggi fatti di palme, piantagioni e scorci di deserto. Il fiume scorre lento, si incrociano feluche (le tipiche barche a vela locali) o altre navi da crociera. In 5 giorni questo in realtà è stato l’unico momento in cui abbiamo colto al massimo il piacere della navigazione, nel senso letterale del termine.
Nel pomeriggio arriviamo a Kom Ombo e troviamo un altro incredibile intasamento di navi, persino più di quello dell’attraversamento della chiusa. Decine di imbarcazioni in manovra per appiccicarsi poi una sull’altra in file da tre o da quattro, creando una specie di mega condominio galleggiante.

In ogni caso, attracchiamo proprio sotto il tempio di Kom Ombo che sovrasta dall’alto il Nilo. È un doppio tempio dedicato al Dio Falco e al Dio Coccodrillo. Ci hanno messo ben 400 anni per costruirlo. Il resto della storia lo lasciamo alla guida. Comunque bellissimo anche questo.
Dopo una cena tipica servita nel ristorante della nave si balla e si va a dormire. Questa volta, però, salpiamo e navighiamo di notte per svegliarci già attraccati ad Aswan, ultima tappa della nostra crociera.

Aswan è una delle città più ricche dell’Egitto, ovviamente secondo i canoni locali, a pochi chilometri dal confine con il Sudan. Lì si trova la famosa diga di Aswan e poco dopo il grande lago artificiale Nasser. È uno dei tratti più caratteristici di tutto l’itinerario ed infatti rimaniamo qui, ormeggiati, per le ultime due notti. Quindi di nuovo, come a Luxor, la nave non si sposterà ma fungerà da hotel.
Quale sorpresa quando, una volta alzati dal letto, apriamo le tende per vedere il Nilo prima di scendere a fare colazione e… sorpresa. Anziché un panorama romantico ci troviamo davanti alle finestre un’altra nave. Sta proprio lì, a un metro dalla nostra. Attraccata. E a pensare che la nostra cabina era addirittura al 3° piano. Nessuna vista. Nessun panorama. Purtroppo questo inconveniente accade spesso ed è difficile da ovviare. Solo una questione di fortuna basata sul lato giusto in cui capita la cabina.

Ma torniamo ad Aswan. È la città dell’oro, una delle più antiche ed importanti dell’intero Egitto. Non aspettatevi, però, di vedere qualcosa di chissà quanto eccezionale. Anche qui abbiamo un conglomerato urbano polveroso e chiassoso come da buona tradizione egiziana, pieno di edifici incompiuti (cosa che sembra essere uno sport nazionale), sporcizia e traffico. Però nasconde degli scorci davvero inaspettati.

Usciamo per il giro programmato della mattina. La prima sosta è all’High Dam, la gigantesca diga sul Nilo che ha rivoluzionato la gestione e l’approvvigionamento idrico dell’intero paese. La sua costruzione, finanziata dall’ex Unione Sovietica come ricordato dal gigantesco monumento in forma di fiore di loto che rappresenta l’amicizia tra l’Egitto e l’URSS e che si trova vicino alla diga, ha dato anche vita al lago Nasser, l’enorme bacino artificiale di oltre 500 chilometri quadrati a monte dell’impianto. A contenere l’enorme quantità d’acqua c’è anche un’altra diga, la Old Dam. I due impianti servono a regolare il livello del fiume contenendo le esondazioni. Questa è anche la spiegazione sul perché sul Nilo, dalla diga in poi, non ci sono i famosi coccodrilli narrati sin dagli antichi egizi fino ai romanzi di epoche recenti. Dopo la costruzione delle dighe, gli animali non possono più riscendere il Nilo, rimanendo di fatto intrappolati nel lago Nasser dove (dicono) attualmente vivono oltre 16 mila esemplari.

Tra Aswan e la Old Dam si trova la parte più bella del fiume che forma un caratteristico arcipelago di isole e isolette formate da enormi rocce di granito sul quale si affacciano alcuni hotel, ville ma soprattutto il grande complesso dei Templi di Philae. Originariamente costruiti laddove oggi si trova il lago Nasser, sono stati smontati e spostati, letteralmente, quando hanno fatto la diga, per non lasciarli sommersi dall’acqua.
I Templi di Philae rappresentano l’ennesimo bel gioiello del Nilo. La loro nuova posizione panoramica su un isolotto, da dove dominano questo tratto del fiume che sembra più un vero e proprio lago, si raggiunge a bordo di alcune tradizionali barchette colorate.

Dopo la visita del complesso, sulla strada di ritorno alla nostra nave ci fermiamo all’obelisco incompiuto. Questo si trova al centro di ciò che sembra un’enorme roccia, in piena città, ed è lì che, steso per terra, giace da secoli un gigantesco obelisco spaccato in alcune parti, perché è qui che venivano ritagliati direttamente gli antichi obelischi, che dovevano essere blocchi unici, usando tecniche incredibili per l’epoca. A volte, però, la pietra cedeva e il pezzo restava incompiuto e quindi veniva abbandonato.

Pranziamo a bordo, poi nel pomeriggio ci attende un breve giro sul Nilo (di una ventina di minuti) in feluca, i tipici gozzi a vela locali, dalla quale ci trasferiamo su un’altra barca, questa volta motorizzata, per un’escursione fino al tramonto che prevede la visita dell’altro lato dell’arcipelago, chiamato Nubia Bay.

Passiamo davanti alla villa della famiglia dell’Aga Khan, il miliardario che ha costruito la Costa Smeralda, poi costeggiamo delle grandi dune che ricordano in modo potente che nonostante contornati da acqua ci troviamo nel cuore del Sahara, e poi ci fermiamo per un bagno (per fortuna non obbligatorio).

Al ritorno visitiamo il tradizionale villaggio nubiano e poi solchiamo le acque transitando sotto uno degli edifici più iconici di Aswan, l’hotel Old Cataract, quello di Agatha Christie.

L’ultimo giorno sveglia alle 6, tanto per cambiare, perché alle 7 ci attende l’autista del van che ci porterà ad Abu Simbel, il celebre tempio scavato nella roccia che è l’immagine più nota quando si parla di crociere sul Nilo e seconda solo alle piramidi quando ci si riferisce all’antico Egitto in generale.

I templi di Abu Simbel si trovano a circa tre ore e mezzo a sud di Aswan, quasi al confine con il Sudan. La strada taglia dritta il deserto, piatto e battuto dai venti, e si incontrano solo pullman e i van delle agenzie turistiche.
Arrivare fin qui, che sembra uno dei luoghi più sperduti della terra, incamminarci lungo la grande collina rocciosa e, svoltando l’angolo, trovarsi di fronte alle gigantesche statue che dominano la facciata del tempio maggiore è un’emozione che vale sia l’alzataccia che tutto il viaggio.
Abu Simbel è un luogo incredibile. Affacciato sul lago che in questo tratto è immenso tanto da sembrare un mare, in mezzo al nulla tranne il deserto, il complesso ha una storia affascinante che parte dai tempi degli antichi e arriva a quelli moderni quando entrambi i templi sono stati spostati, questa volta non smontandoli pezzo per pezzo bensì alzando l’intera montagna, per salvarli dall’acqua. Abu Simbel è una meraviglia che affascina come un romanzo d’avventura, evocando avventure e scoperte d’altri tempi. Da non mancare.
Ripartiamo da Abu Simbel stanchi ma felici di aver visitato questo luogo straordinario. Il cellulare prende poco o niente. Durante tutta la crociera la connessione internet è terribile, sia il 5G che il Wi-Fi, che funziona male sia sulla nave che in ogni altro luogo. Persino all’aeroporto di Aswan si naviga a fatica. Arriva anche un’improvvisa tempesta di sabbia. Il nostro autista fa fatica a seguire la strada che in un attimo si è coperta di sabbia. Comunque qui sono abituati. Il cielo da azzurro diventa giallo, il vento si alza e ci si trova in bel mezzo al nulla. La sorpresa arriva all’aeroporto. Gli aerei con la tempesta di sabbia ovviamente non volano. Decine di voli in ritardo, lunghe file e così ci armiamo di pazienza. Bisogna mettere in conto anche questo inconveniente. Perché basta aprire la mappa, scrivere Aswan e vedere dove si trova per capire che una tempesta di sabbia ci può stare.

Tirando le somme, la Crociera sul Nilo non ha smentito le nostre aspettative. È un’esperienza assolutamente da fare, anche se poco rilassante (tranne su alcune navi particolari che navigano lente e a ritmi diversi), molto turistica e spesso molto calda. Scoprire il Nilo assaporando i suoi paesaggi e le sue tradizioni, visitare templi straordinari scoprendo le meraviglie dell’antica civiltà egizia e prendendo anche un po’ di sole mentre in Italia è pieno inverno… tutto questo è la crociera sul Nilo. Un viaggio oltretutto davvero “fotogenico”, tanto che ogni fotografia che portiamo a casa sembra un capolavoro.

Spesso la crociera sul Nilo si abbina con Il Cairo, che probabilmente è la soluzione migliore, oppure con qualche giorno di vacanza sul Mar Rosso, a Marsa Alam, Hurghada o Sharm El Sheikh. Ma si può fare anche solo la crociera, arrivando e ripartendo dall’aeroporto internazionale di Luxor.
In ogni modo la si faccia, la crociera sul Nilo è un’esperienza che resta nel cuore.