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Viaggio in Sicilia Occidentale

Storia, arte, buon cibo e tanto tanto sole. Una vacanza in Sicilia Occidentale, ovviamente on the road, è tutto questo e anche molto altro. Una terra caratterizzata da tradizioni millenarie, genuina e ospitale, che non finge di essere diversa da quella che è. Pochi fronzoli, poca apparenza, semplicità ma anche raffinatezza, nobiltà antiche e quel barocco siciliano delle chiese e dei palazzi che riempie gli occhi e i cuori.

La differenza con la parte orientale della Sicilia, quella di Taormina, Catania, Noto e Marzamemi, è tanta. Da questo lato i paesaggi sono più forti, più marcati, con spoglie montagne rocciose a picco sul mare e tramonti incredibili. Una natura forte, potente, che ha un legame indissolubile con il mare, i venti e la storia.

In base a cosa si cerca da una vacanza, mare e spiagge oppure cultura ed enogastronomia o, ancor meglio, tutte e due, per esplorare la Sicilia Occidentale ci si potrebbero impiegare da 4-5 giorni a una settimana e forse anche qualche giorno di più. In genere sette giorni sono ideali per non dover correre e vedere tutto ciò che questa terra offre.

 

L’itinerario classico, che è anche quello più logico, è Palermo, il tempio di Segesta, Scopello con la sua tonnara e la Riserva dello Zingaro, San Vito lo Capo, Erice, Trapani e Marsala, incluse le spettacolari saline di Mozia.

 

Le distanze da un luogo all’altro sono relativamente brevi, non più di un’ora, anche se da queste parti si va piano e la rete stradale a tratti non è delle migliori. Le superstrade invece sono comode e gratuite. Occorre fare attenzione solo alle precedenze, perché accade spessissimo che auto che devono aspettare si infilino nelle corsie con un po’ di prepotenza.

Ancora abbastanza economica, la Sicilia del Nord ha sviluppato un turismo fortemente orientato ai ragazzi giovani e agli stranieri e quindi ha un’offerta particolare, con tantissimi B&B e affittacamere sparsi su tutto il territorio e pochissimi hotel, mentre le strutture di lusso (che proprio per questo hanno anche prezzi quasi inaccessibili) si contano sul palmo della mano.

 

Per via del clima caldo (spesso troppo) l’alta stagione va praticamente da maggio a ottobre, con molto affollamento e, specialmente ad agosto, un tutto esaurito quasi ovunque. Quindi è sempre raccomandabile prenotare in anticipo non solo gli alloggi ma anche ristoranti, visite di cantine e alcune attrazioni turistiche come la Tonnara di Scopello e il parco archeologico di Segesta. Se si cerca tranquillità, invece, in autunno e in primavera il sole è comunque garantito ma c’è molta meno gente, i prezzi scendono e forse l’esperienza addirittura migliora. Questione di gusti.

Per una vacanza in Sicilia Occidentale l’auto è indispensabile. Quindi o si arriva direttamente con questa oppure si atterra in uno dei due aeroporti principali, Palermo o Trapani, e si noleggia una vettura per gli spostamenti. Siamo stati due volte da queste parti sperimentando entrambe le soluzioni. L’aereo è più comodo e oltretutto, se si atterra a Palermo, fa risparmiare il costo dei taxi, particolarmente alto per le distanze.

Da non dimenticare che la Sicilia non è solo mare e cultura ma anche una grande esperienza culinaria. Cannoli e cassate, arancine (da ricordare che al singolare qui si dice arancina mentre in Sicilia orientale arancino, al maschile), tonno rosso e cous cous. Una cucina di sapori forti e influenze arabe, speziata e accompagnata da eccellenti vini locali.

 

 

Palermo

La capitale della Sicilia non si smentisce mai. Il suo centro storico pieno di fascino, decadente, sporco, vivo, pieno di scorci che sembrano usciti dal set di un film, chiese e monumenti meravigliosi, antichi palazzi con facciate rovinate e sapore nobiliare hanno un quid particolare, unico nel suo genere.

Stretta tra gli aspri monti Pellegrino e Catalano, affacciata sul mare, Palermo però non è solo barocco siciliano, vicoli con panni stesi e granite. Gran parte della città è fatta di quartieri moderni, polverosi, aree incolte e discreto degrado. Anche questo in qualche modo, a pensarci, fa però parte della sua anima particolare.

Servono due giorni pieni per visitare la città come si deve. Alloggiare nel centro storico è pressoché d’obbligo. Intanto perché questo è più raccolto di quello che si possa pensare. È ZTL (zona a traffico limitato), il che significa poche auto e ampi spazi pedonali dove passeggiare è un gran piacere. Si va ovunque a piedi e in meno di mezz’ora si attraversano tutte le aree più importanti.

La location ottimale per soggiornare sarebbe la parte del centro storico più vicina al vivacissimo rione Kalsa. Questo permette di giorno di visitare tutto ciò che merita tra chiese e monumenti e la sera di immergersi nella particolare atmosfera del quartiere che è considerato l’anima pulsante della città, pieno di locali, ristoranti e bar con musica dal vivo.

 

Per quanto riguarda gli alloggi anche qui, come nel resto della Sicilia, ci sono pochi hotel rispetto all’infinità di affittacamere di tutti i tipi e per tutte le tasche. In ogni caso la tendenza che va per la maggiore sono i monolocali di design nei palazzi storici. A dire il vero questa è un’ottima scelta, la fascia alta di camere in affitto, dove non manca mai qualche coccola come una bottiglia di vino in omaggio e la sensazione di trovarsi a casa. L’unico consiglio è cercare un appartamento in un palazzo storico. Sono dimore di fascino davvero particolare.

Come abbiamo già detto, una giornata piena è sufficiente per visitare le principali attrazioni di Palermo, due giorni includendo i dintorni, Mondello e qualche museo. Perciò se si arriva a mezzogiorno vanno bene anche due notti per tutto.

 

Le attrazioni principali sono Piazza Bellini, Piazza Pretoria, Via Maqueda e Via Vittorio Emanuele che si incontrano nella piazza più celebre di Palermo, quella dei Quattro Canti, la Cattedrale e il Palazzo dei Normanni, la Chiesa del Gesù e l’affaccio sul mare a La Cala e l’adiacente Foro Italico.

Il monumento che viene considerato il cuore esatto della città è Piazza Pretoria, nel centro della quale si trova l’omonima fontana, realizzata in pietra di Carrara nel 1554, chiamata sin da subito Della Vergogna per le nudità delle sue statue. Sulla piazza si affacciano due palazzi baronali, la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria e la scalinata che scende su via Maqueda, una delle due più famose “passeggiate” cittadine.

Proprio accanto si trova anche Piazza Bellini, esempio della Palermo Arabo-Normanna, con il meraviglioso complesso della Chiesa della Martorana e la Chiesa di San Cataldo, patrimonio UNESCO. Proprio di fronte al complesso storico si trova anche il chiostro dell’ex convento della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria che oggi ospita una delle migliori pasticcerie della città e offre una bella vista.

Sempre lì, a un centinaio di metri, si sbuca sulla piazza Villena, crocevia tra via Maqueda e l’altra strada principale, via Vittorio Emanuele. Più famosa con il nome di piazza dei Quattro Canti, deve il nome ai quattro palazzi speculari con quattro fontane in basso che simboleggiano i fiumi che portano l’acqua in città, mentre alzando lo sguardo si scorgono le statue dei quattro re spagnoli, Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV, mentre ancora più in alto si trovano le sante patrone di Palermo.

Dalla piazza, incamminandosi lungo via Vittorio Emanuele tra palazzi nobiliari, negozi e ristoranti, in una decina di minuti si giunge alla straordinaria Cattedrale. Un mix di architetture che vede unirsi quella arabo-normanna con il barocco siciliano, elementi gotici, rinascimentali e ordini neoclassici. Tra cupole, passaggi nascosti, guglie e scale, la Cattedrale è un edificio davvero incredibile. Da non perdere la visita sul tetto, rigorosamente prima del tramonto. Si sale passando accanto alle cupolette maiolicate per poi raggiungere il camminamento sul crestone che sovrasta la navata centrale arrivando alla grande cupola. La vista su tutta Palermo è impagabile.

Appena si esce dalla Cattedrale ci si trova davanti al parco Vittoria, conosciuto anche come villa Bonanno. Uno spazio verde con altissime e rigogliose palme, una piccola oasi urbana.

Subito dietro si intravede il Palazzo dei Normanni, l’edificio più maestoso della città, sede del Parlamento siciliano sin dall’anno 1140. Costruito dagli arabi, residenza dei re normanni, anche qui, nei secoli, si sono mischiati stili, arte e scienza. Dalla Cappella Palatina, capolavoro dell’arte sacra siculo-normanna edificata all’interno del palazzo, all’osservatorio astronomico della Torre Pisana. Da non mancare.

Ritornando verso piazza dei Quattro Canti, svoltando a destra, si raggiunge il più antico mercato cittadino, Ballarò, e poco oltre la Chiesa del Gesù, un vero capolavoro del barocco siciliano. Conosciuta anche come Casa Professa, cosa che non sorprende visto che qui ogni luogo ha almeno un paio di nomi, stupisce con le sue decorazioni in marmo che trasformano ogni angolo in un elaboratissimo ricamo artistico.

 

Dalla parte esattamente opposta, percorrendo via Vittorio Emanuele, costeggiando sulla destra la Kalsa, si arriva sul mare, precisamente a La Cala, il porto turistico dove prendere un aperitivo osservando gli alberi delle barche a vela ormeggiate a decine. Da lì inizia anche il Foro Italico, il grande parco affacciato sul golfo dove i palermitani amano passeggiare e fare jogging.

Poco fuori dal centro storico sono degni di una visita gli ottocenteschi Teatro Massimo e Teatro Politeama Garibaldi, i due cuori culturali della città.

La sera si deve andare a cena rigorosamente alla Kalsa, il vivace quartiere dove la vita notturna sembra finire soltanto all’alba.

 

Mondello

Lasciando Palermo in direzione Segesta e Scopello è d’obbligo una sosta a Mondello, la celebre spiaggia a forma di semiluna con un mare color smeraldo dove i palermitani fanno il bagno persino a Capodanno. Il lungomare ospita ville d’epoca, mentre il lungo lembo di sabbia ospita numerosissimi stabilimenti attrezzati dove noleggiare ombrelloni e lettini e godersi questo luogo davvero insolito, soprattutto per la sua perla che è l’iconico stabilimento in stile Liberty chiamato ex Charleston, costruito direttamente sulle acque della splendida baia e inaugurato nel 1912.

Per coloro che amano camminare, un mini trekking sui sentieri adiacenti all’estremità sud della spiaggia porta al Belvedere di Mondello, punto panoramico a metà salita sul Monte Pellegrino, con una veduta davvero suggestiva.

Segesta

La tappa dopo Palermo, che dista una quarantina di minuti di auto, è il Tempio di Segesta. Costruito intorno al V secolo a.C., questo antico tempio dorico dominava dall’alto l’omonima città e le colline circostanti. Straordinariamente ben conservato e davvero suggestivo come posizione, costituisce assieme al vicino, per così dire, ci vuole la navetta, anfiteatro, uno dei siti archeologici più importanti della Sicilia. Ne vale proprio la pena visitarlo, anche per coloro che non sono appassionati.

Scopello

Lasciamo Segesta in direzione Scopello, probabilmente il borgo più caratteristico di tutta la Sicilia Occidentale. La strada attraversa la località balneare di Castellammare del Golfo per poi risalire il monte. Una breve sosta dalla piazzola panoramica offre una veduta spettacolare su tutta la costa.

Qualche altro chilometro e si scorgono i faraglioni della Tonnara di Scopello, una delle più antiche della Sicilia. Un paesaggio da cartolina che già dalla strada fa capire perché è proprio la tonnara uno degli angoli più amati in assoluto. Il piccolo complesso di edifici, la rampa per le barche, il tutto è contornato dalle incredibili formazioni rocciose dei faraglioni ricoperti di cactus che si ergono dalle acque blu che nei pressi della banchina diventano verdi e incredibilmente trasparenti.

Oggi la tonnara è proprietà privata, si celebrano matrimoni di persone che vengono qui da tutto il mondo e l’accesso è contingentato e a pagamento. Occorre verificare la disponibilità sul loro sito e possibilmente prenotare con largo anticipo. Altrimenti si va all’avventura e se si è fortunati si può accedere, solitamente dal primo pomeriggio in poi, quando qualcuno se ne è già andato. L’altra soluzione è alloggiare in una delle stanze della tonnara. Probabilmente missione ancora più ardua che non abbiamo nemmeno tentato.

Il numero chiuso può sembrare antipatico e poco democratico, però una volta che ci si trova in questo posto davvero magico si capisce che è meglio così. Senza bambini che urlano, ombrelloni da villeggiatura, chiasso e schiamazzi. Il costo non è eccessivo ma abbastanza alto da permettere che il posto sia ordinato, calmo e – perché no – chic.

Poco sopra la tonnara, sul monte, si trova anche il borgo. Caratteristico come pochi, con casette basse, tanti B&B, molto frequentato da stranieri, ha uno dei più pittoreschi bagli – una specie di corte chiusa – dell’isola. Oltrepassato il grande arco d’ingresso ci si immerge nell’atmosfera ospitale del baglio dove ristorantini e locande sono stretti in cerchio intorno a qualche grande albero che offre ombra e refrigerio. Molto particolare e, ahimè, molto affollato in alta stagione.

Scopello è anche uno dei posti privilegiati per esplorare la Riserva dello Zingaro, la riserva naturale che si estende lungo il dorsale della montagna fino alla cittadina di San Vito lo Capo.

La Riserva dello Zingaro

Alloggiare a Scopello (o a San Vito lo Capo) permette di passare una giornata esplorando la Riserva, accessibile solamente a piedi dai due ingressi, uno a sud e uno a nord. Meglio visitare il sito e munirsi di una mappa anche se perdersi è difficile. All’interno non ci sono punti di ristoro né case, salvo qualche sporadica abitazione senza né acqua né luce, perciò bisogna portarsi tutto, dal cibo ai teli e un ombrellone. Poi si cammina, percorrendo i sentieri panoramici che portano a piccole spiagge, calette nascoste e scogliere battute dalle onde. Da Cala Capreria alla Tonnarella dell’Uzzo ci sono ben 7 calette, una più bella dell’altra. La riserva, però, è frequentatissima, e quindi bisogna essere preparati a un po’ di folla che diventa tanta a luglio e agosto. L’unica alternativa è affittare una barchetta a Castellammare o a San Vito e visitarla dal mare.

San Vito lo Capo

Da Scopello prendiamo la strada che porta a San Vito lo Capo, una delle località celebri per il mare cristallino e… come patria del cous cous. Infatti ogni anno qui si tiene la competizione mondiale. Nonostante sia una località di villeggiatura molto frequentata e animata, raggiungerla non è facile. A differenza delle altre tappe del viaggio, qui bisogna addentrarsi nel promontorio per una ventina di chilometri lungo l’unica strada e poi, una volta visitato San Vito, ritornare lungo la stessa strada.

San Vito lo Capo è vivacissima d’estate, piena di ristoranti ad ogni angolo, locali e la spiaggia che, seppur bellissima, è davvero troppo piena di gente da giugno a metà settembre. File di ombrelloni e lettini, bagnasciuga stretto, piccoli hotel e B&B ovunque. Ovviamente a qualcuno piacerà, però non è l’autenticità che cerchiamo noi.

Pochi chilometri prima di arrivare, però, si trova una sorpresa che pochi conoscono e che appaga appieno la deviazione dalla rotta. È la spiaggia di Macari. Un grande golfo brullo, selvaggio e bellissimo, con una spiaggia di sabbia bianca e mare stupendo. Non ci sono stabilimenti né strutture. Occorre portarsi un telo da mare e acqua. Si parcheggia a circa 5 minuti a piedi e poi si cammina godendo del paesaggio bellissimo. Poca gente sempre, cosa alquanto inspiegabile, e un mare che merita una sosta persino più che a San Vito.

Erice

Erice è il secondo dei borghi più famosi della Sicilia Occidentale, o forse è il più noto seguito da Scopello. Chissà se c’è una classifica. In ogni caso è uno dei luoghi più suggestivi e particolari.

Un borgo fortificato che si trova a strapiombo sul mare a 751 metri di altezza, dominato da un gigantesco castello medievale, il tutto affacciato da un lato su Trapani e le saline fino a Marsala, abbracciando anche l’arcipelago delle Egadi, e dall’altro sulla vallata che si estende fino alla possente sagoma di Monte Cofano.

Luogo diventato negli anni di scienza e cultura, che ospita convegni, rassegne e mostre, Erice dà il meglio di sé nei pomeriggi quando il sole comincia a scendere tingendo di rosso le rocce per poi offrire, sul versante affacciato verso Trapani, tramonti indimenticabili.

Costruito in una posizione strategica, è stato un punto di osservazione già dai tempi delle guerre puniche. Poi anche qui sono passati tutti, dai greci ai romani, costruendo mura e fortificazioni, tra cui il bellissimo Castello di Venere. Erice è raggiungibile sia in auto, con qualche difficoltà in alta stagione nel parcheggiare lassù, sia con la cabinovia che parte da Trapani e in 10 minuti porta in cima alla rocca.

 

 

Trapani, Marsala e le Saline di Mozia

L’ultima tappa del viaggio in Sicilia Occidentale tocca le tre località che si trovano sotto il Monte Erice, in qualche modo collegate tra loro in un vincolo di territorio, storia e bellezze.

La prima è Trapani, città antichissima risalente ai tempi punici che, per via della posizione strategica, della produzione e del commercio di sale e di marmo, nel XIII secolo diventa uno dei porti più importanti del Mediterraneo. Alla sua fama contribuisce anche la pesca del tonno, mentre le possenti mura e fortificazioni garantiscono anche una rilevanza militare.

Oggi Trapani è anche il punto di partenza principale degli aliscafi e dei traghetti che portano alle meravigliose Isole Egadi. L’antica gloria della città si assapora camminando lungo il Corso Vittorio Emanuele tra chiese e palazzi nobiliari, caffetterie e pasticcerie.

Da non mancare una passeggiata sulle Mura di Tramontana, i bastioni cittadini affacciati sul mare turchese e contornati dalle tipiche case siciliane con tetti piatti dove stendere i panni e raccogliere l’acqua.

Sono circa 20 i chilometri che separano Trapani da Marsala, antica cittadina che occupa il promontorio più occidentale della Sicilia e si affaccia così sia sul Tirreno che sul Mare di Sicilia. Ed è proprio qui che nel 1860 sbarca Giuseppe Garibaldi con i Mille dando inizio all’unificazione dell’Italia.

Qui si produce sia il famoso vino liquoroso Marsala che altri ottimi vini che hanno attirato negli anni imprenditori vinicoli da tutto il mondo. Un centro storico raccolto intorno alla bellissima cattedrale dedicata a San Tommaso di Canterbury, mentre nei dintorni si trovano quasi tutte le altre attrazioni cittadine. Per via del caldo, soprattutto nei mesi estivi, di giorno il centro storico è pressoché deserto mentre di sera si anima diventando vivace e chiassoso.

 

Appena si esce dalla città in direzione Trapani si trova la vera perla di questo territorio affascinante, la Riserva naturale dello Stagnone di Marsala. Una grande laguna affacciata sulle isole Egadi, popolata da fenicotteri, con quattro isole tra cui la più famosa è Mozia e le tre grandi saline tra cui Ettore e Infersa, le più famose.

È un ecosistema straordinario composto da decine di vasche di colore diverso che si estendono nella baia, con piramidi di sale bianco stivate sulle banchine di stoccaggio e mulini a vento che interrompono la linea dell’orizzonte. Un luogo unico, magico e incredibilmente particolare.

Le saline danno il meglio al tramonto e per questo sono nati lungo la strada lagunare numerosi chioschi che offrono aperitivi romantici, mentre alle saline si organizzano visite guidate sia a piedi che in battello.

Il luogo cult per ammirare il tramonto con un calice di vino e un piatto di specialità locali è il sunset bar Mamma Caura, una terrazza nel punto più panoramico delle saline dello Stagnone Ettore e Infersa. La vista sul mulino, che attualmente contiene anche il museo del sale, e sulle vasche al calar del sole, con dietro le sagome di Favignana e Levanzo, è qualcosa di magico. Occorre prenotare, magari facendo un check sull’orario del tramonto e arrivare anche un paio di ore prima se si vuole fare una visita guidata e raggiungere l’isola di Mozia.

Poi, quando il sole comincia a scendere, lo spettacolo si fa davvero emozionante, con colori, riflessi e un paesaggio indimenticabile.

Un viaggio on the road in Sicilia Occidentale è un’esperienza bellissima, facile, abbastanza economica, che appaga ogni senso e ogni esigenza. Paesaggi stupendi, storia, cibo e mare racchiusi in un territorio ospitale che della semplicità e della tradizione ha fatto il suo più grande punto di forza. E già che si è arrivati qui non resta che salire sull’aliscafo e raggiungere le Isole Egadi, uno degli arcipelaghi più affascinanti del Mediterraneo.