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Mongolfiera

Il volo in mongolfiera ha sempre rappresentato l’avventura dell’aria nella sua forma più pura e affascinante. E’ libertà assoluta, brivido ed emozione. Si fluttua silenziosamente, spinti delle correnti d’aria, fino a toccare le nuvole, si cambia quota cercando i venti migliori e il tutto senza mai sapere con certezza dove si andrà ad atterrare.

Forse per questa ragione, che trasforma ogni volo in un’esperienza unica, è una delle discipline più difficili dal punto di vista tecnico. Per pilotare le mongolfiere si richiedono nozioni particolari, brevetti e certificazioni specifici e non è facile trovare chi lo fa a livello qualificato e professionale.

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Inoltre, per il volo con dei passeggeri servono condizioni meteorologiche buone, altrimenti non si parte. Qualche anno fa, nella Valle della Loira, avevamo tentato per un’intera settimana senza successo per via del tempo avverso malgrado fossimo in piena estate.

Così, il desiderio di provare questa esperienza ci ha spinti a contattare Milano Mongolfiere, una delle poche società in Italia, certificata ENAC (come una vera compagnia aerea), che organizza voli in mongolfiera a Milano, Siena e Roma.

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La sera prima – non lo nascondiamo – avvertivamo la tensione. Ci emozionava (ma anche preoccupava) l’idea di trovarci dentro una piccola cesta di paglia sospesi a centinaia di metri d’altezza.

Quando è suonata la sveglia, alle cinque del mattino, fuori era ancora buio. Siamo montati in macchina raggiungendo il punto di incontro, al casello del piccolo paesino di Magliano Sabina, nel cuore della Valle del Tevere, a nord di Roma.

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Al parcheggio ci attendeva il fuoristrada di Milano Mongolfiere con tutta l’attrezzatura per il volo. Ci siamo presentati, abbiamo firmato la liberatoria e siamo saliti con loro, percorrendo le piccole stradine in mezzo ai campi fino a raggiungere un grande prato adibito a pista di decollo.

Il cielo cominciava a schiarirsi mentre la crew di terra metteva giù dal carrello la cesta e il resto dell’equipaggiamento iniziando ad assemblare il tutto sotto l’attenta supervisione del comandante.

mongolfiera

Il volo di mattina presto è pressoché obbligatorio durante l’estate, quando l’alta temperatura non permette di salire velocemente in quota pregiudicando anche l’ottimale manovrabilità della mongolfiera. Mentre d’inverno va alla grande.

Quando hanno iniziato a dispiegare il pallone a terra, l’emozione ha preso il sopravvento!

La cesta che, naturalmente, è un attrezzo altamente tecnico e non fatto di paglia dalla nonna come potrebbe pensare qualcuno, ha una capienza fino a 12 persone, in proporzione al volume del pallone.

mongolfiera

Noi eravamo in otto e siamo saliti posizionandoci più o meno simmetricamente nei tre scomparti della cesta. Non ci sono né cinture né altro. Si sta in piedi, appoggiati sulle morbide protezioni, comunque in piena comodità.

… Ecco che inzia il nostro volo in MONGOLFIERA!

Il distacco dal suolo è stato impercettibile. In un istante ci siamo trovati a risalire senza alcuna oscillazione o altro. La sensazione era di trovarsi ancora a terra, salvo vedere il pratone e le auto diventare sempre più piccoli sotto di noi.

mongolfiera

L’unico rumore è dovuto alle “sparate” del bruciatore che immette aria calda nel pallone per farlo risalire di quota.

Il termine più appropriato quando si parla di volo in mongolfiera è “fluttuare”. Si scivola impercettibilmente, mentre sotto si alternano campi coltivati, casali, strade, laghi e fiumi. Lo sguardo abbraccia tutto a 360 gradi e tra noi e il mondo che ci circonda non ci sono vetri o protezioni. E’ magnifico… magico.

Nessuna preoccupazione, nessun senso di insicurezza, solamente una meravigliosa sensazione di libertà, come se si è in un tutt’uno con i monti, il cielo e l’orizzonte.

La cosa più particolare è l’atterraggio. Anche i più bravi piloti non hanno mai la certezza di dove avverrà.

mongolfiera

L’equipaggio di terra, infatti, ha il compito di seguire il volo della mongolfiera, che di solito dura circa un’ora, tenendosi in contatto via radio. Ciò al fine di poter assistere nella fase di atterraggio che, come abbiamo chiaramente capito, è il momento più delicato in quanto anche in tal caso si è nelle mani dei venti.

Se non si trova un luogo adatto l’unica cosa che si può fare è alzarsi nuovamente sperando in un posto più adatto, di solito un campo agricolo (tassativamente con erba bassa e di facile accesso). Per fortuna il regolamento permette alle mongolfiere di toccare terra ovunque, anche nelle proprietà private, purchè non si facciano danni.

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Alla fine del volo ci attendeva una bottiglia di prosecco che abbiamo gustato nonostante fossero le otto e mezzo del mattino e una degustazione di ottimi prodotti locali.

La giornata era appena cominciata e noi avevamo già concluso di una delle esperienze più emozionanti della nostra vita!