Verona e Valpolicella
Un weekend a Verona e Valpolicella è un’esperienza da non mancare per tutti coloro che amano le città d’arte, il vino, la gastronomia e quella tranquillità agiata e benestante che quest’angolo d’Italia sa trasmettere.

Uno dei cuori pulsanti del Veneto, ricca e produttiva, Verona è un mix di tradizione e imprenditorialità che da sempre segna molte eccellenze del Made in Italy, offrendo lustro internazionale al nostro paese. Basti pensare a Vinitaly, alla Fiera Cavalli, al comparto agroindustriale.
Ma Verona offre molto di più. L’iconica Arena, simbolo della lirica mondiale resa ancor più celebre dal più grande tenore della storia, Luciano Pavarotti, dove continuano a esibirsi i migliori artisti del pianeta. L’architettura medievale del centro storico con le facciate affrescate e i balconi fioriti dei palazzi antichi sono uno spettacolo per gli occhi e per finire, qui si trova anche la casa di Giulietta, simbolo dell’amore eterno consacrato da Shakespeare. Occorre ricordare che il centro storico è stato riconosciuto come Sito Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.
Verona
Accogliente e vivace, si presta per un fine settimana — meglio se lungo — all’insegna del relax, di passeggiate lungo le meravigliose strade e piazze cittadine sbirciando nelle vetrine delle boutique, prendendo un caffè o un aperitivo nei bellissimi locali all’aperto, visitando osterie ed enoteche. Per poi trascorrere una giornata fuori città, nella vicina Valpolicella, tra cantine storiche e degustazioni di vini pregiati, tra cui il celebre Amarone.

Il consiglio su dove alloggiare è abbastanza ovvio: nel centro storico, quasi tutto pedonale, tranquillo e pieno di atmosfera. Non importa se si sceglie un hotel o un appartamento. Si gira a piedi o al massimo con un monopattino o una bici in sharing. Per la visita alla Valpolicella, per la quale una giornata è sufficiente, se si è arrivati in treno è meglio affittare un’auto, altrimenti si usa la propria.

L’Arena di Verona è il cuore e il simbolo della città. Affacciata su Piazza Bra — dominata dal monumento a Vittorio Emanuele, che guarda una sfilza di palazzi spettacolari con ristoranti e bar allineati in attesa dei turisti — è un anfiteatro romano incredibilmente conservato. L’Arena oggi rappresenta una delle culle mondiali della lirica e non solo: la magnifica cavea ospita oltre 20.000 persone e soprattutto d’estate dà vita a concerti e festival musicali di grande richiamo.

Da Piazza Bra inizia Via Mazzini, con i suoi negozi di lusso, gioiellerie e ombrosi vicoli sui lati, che dopo poco sfocia in Piazza Erbe, il secondo luogo più rappresentativo di Verona dopo l’Arena. È la piazza più antica della città, da secoli centro del commercio e degli affari, del governo e della vita sociale.

Piazza Erbe è una delle più incredibili testimonianze di epoche diverse: monumenti e palazzi appartenenti a secoli lontani si uniscono in giochi di architettura urbana davvero unici. Dalla fontana di epoca romana alla Berlina, il baldacchino di marmo risalente al 1200, la colonna con l’edicola, la medievale Torre del Gardello che svetta sulla Fontana della Madonna Verona, la Domus Mercatorum, la Statua del Leone di San Marco — simbolo del potere di Venezia — l’altissima Torre Lamberti e Palazzo Maffei. Insomma, vale la pena visitare Verona già solo per poter dire di aver visto Piazza Erbe.

Una visita particolare merita anche il neobarocco Palazzo Maffei, sia per la sua terrazza dalla quale si apre una vista a 360 gradi sulla città e sulle colline, sia per lo straordinario museo che nasconde una collezione che va dall’antichità al moderno, con opere di Modigliani, Picasso, Warhol, pezzi rinascimentali e arte antica. Da non perdere.

Infilandosi nei passaggi e nei vicoletti intorno a Piazza Erbe si scoprono altri luoghi bellissimi, come la Corte del Mercato Vecchio — il vecchio mercato, appunto — con la bellissima Scala della Ragione.

Subito dietro si trovano anche l’altrettanto bella Piazza dei Signori, risalente al Medioevo, con lo spettacolare Palazzo del Podestà da un lato, la Loggia del Consiglio e al centro il monumento a Dante. Ogni palazzo è un capolavoro, ogni scorcio un pezzo di storia.

Proseguendo si passa per le Arche Scaligere e poi per la Casa di Giulietta, in Via Cappello: un edificio medievale con un ombroso cortile dove è collocata la statua della fanciulla e dove si trova il famoso balcone di Romeo e Giulietta, diventato set di molti film. In realtà sembra che non ci sia alcuna vera attinenza tra l’opera shakespeariana e il balcone, che in ogni caso oggi è diventato un simbolo dell’amore eterno e un’attrazione turistica di tale richiamo che, se non si prenotano i biglietti online, non è possibile accedere. Quindi mi raccomando: munirsi di ticket in anticipo.

Poco fuori dal centro, poi, appena si attraversa l’Adige da uno dei ponti cittadini, si arriva — a piedi, in auto oppure con la funicolare che parte dal Teatro Romano — alla Collina di Castel San Pietro. Le ripide viuzze portano dritte in cima alla collina, al Piazzale di Castel San Pietro, dove sorge il castello risalente all’epoca della dominazione austriaca e da dove si apre la vista più suggestiva e panoramica in assoluto su Verona. Lo sguardo abbraccia tutti i monumenti più importanti della città, il fiume, le colline limitrofe. Uno spettacolo.

Valpolicella
Dopo uno o due giorni a Verona, più che sufficienti per visitare la città a piedi, in una mezz’ora si raggiunge la celebre Valpolicella, una delle zone vinicole più famose del mondo. Filari di vitigni, ville ottocentesche, tranquille strade di campagna e cantine caratterizzano questa piccola area che vanta alcuni tra i più pregiati vini rossi in assoluto, su tutti sua maestà l’Amarone.

I paesini sono carini e curati — soprattutto Sant’Ambrogio, Negrar e San Giorgio — però non aspettatevi i borghi del Chianti; le vigne collinari e il paesaggio in generale sono belli, ma non da togliere il fiato. Le cantine invece meritano eccome di essere visitate, dedicando loro tutto il tempo che si meritano.

Tommasi, dove si trova anche la botte contenente l’Amarone più grande del mondo, annoverata nel Guinness dei Primati, poi la Masi, emblema della tradizione della Valpolicella. Allegrini e altre ancora. Il miglior consiglio è andare sul web, prenotare non solo la degustazione ma anche una visita vera e propria delle cantine, ascoltando le affascinanti storie familiari di ogni produttore per apprezzare al meglio i loro prodotti: Amarone, Rosso di Valpolicella, Ripasso e Recioto, il passito locale.

Anche se si può tranquillamente passare una notte in alcuni degli agriturismi della zona o in uno dei pochi hotel, ci è sembrato — forse per la vicinanza con Verona e con il lago di Garda — che un vero e proprio sistema ricettivo non si sia ancora consolidato da queste parti. In ogni caso, considerato che la degustazione dei vini locali non permette di guidare, poiché si supera facilmente il tasso alcolemico consentito, dopo una o due notti a Verona una terza passata “a bordo vigna” è sicuramente una buona idea.

Così, un weekend — lungo o corto — tra Verona e Valpolicella completa un’esperienza fatta di cultura, turismo e gastronomia molto appagante, praticamente in ogni stagione. D’estate Verona è gioiosa e piena di visitatori da tutto il mondo; in autunno e inverno diventa più malinconica, il che esalta il sapore e le sensazioni dei corposi vini della Valpolicella e della tradizione culinaria locale. A tutto contribuiscono la facilità di raggiungere la città sia in treno che in auto e la vivibilità delle distanze, con la zona vinicola a portata di mano.