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Settimana bianca a Courmayeur

La settimana bianca a Courmayeur, una delle più esclusive località sciistiche italiane (1300 metri s.l.m.), è considerata un must per gli amanti della montagna d’inverno. Graziosa e sobriamente elegante, Courma – com’è chiamata dagli habitué chic e snob che la frequentano assiduamente, è racchiusa in uno scenario montuoso mozzafiato ai piedi del Monte Bianco, la vetta più alta d’Europa (4810 metri s.l.m.).

Già raggiungerla è un piacere perché appena si esce dall’autostrada si è già dentro il paese. Niente tornanti di alta montagna, strade strette e pericolose, code e rallentamenti. Una comodità non da poco che fa risparmiare tempo e imprevisti. Infatti, anche se Courmayeur è un luogo dove passare piacevolmente un’intera settimana di sci, le sue strade si animano soprattutto nei weekend, quando da molti capoluoghi del nord Italia si viene qui per due giorni di relax, neve, aperitivi e divertimento.

Courmayeur è piuttosto grande per essere una cittadina di vacanza, con vari hotel e chalet in tipico stile alpino. Pensavamo di trovare la solita edilizia piemontese montanara un po’ cupa, con pietra e tetti in lose, invece ci ha sorpresi positivamente. Il centro, soprattutto lungo la pedonale via Roma, ospita negozi, boutique d’alta moda, bar e ristoranti.

Gli altissimi picchi dei monti circostanti sono spettacolari, però lasciano il paese poco assolato, soprattutto d’inverno, e quindi spesso fa piuttosto freddo. Lo stesso vale anche per gran parte delle piste. Un’altra cosa che ci ha sorpresi è che dal centro cittadino non si vede il Monte Bianco, nascosto dal Monte Chetif. Un vero peccato.

Per alloggiare ci sono hotel, ovviamente meglio nelle zone centrali nei pressi di via Roma, oppure appartamenti in affitto. Anche se non mancano i ristoranti, noi abbiamo scelto un albergo con mezza pensione, per avere sia il piacere della sauna dopo lo sci sia la comodità di colazione e cena senza pensieri. Come abbiamo già scritto, Courmayeur è grande e quindi bisogna stare attenti alla giusta location. Se ci si trova dall’altra parte del fiume rispetto al centro oppure nelle frazioni più lontane, raggiungere la sera a piedi la zona centrale per una passeggiata diventa difficile. Quindi, per quanto possa sembrare scontato, meglio stare nelle zone centrali. Attenzione anche ai parcheggi, che non sono facilissimi da trovare.

Lato sci, a differenza del paese, il comprensorio sciistico è abbastanza raccolto. Conta 100 km di piste considerando però anche i fuoripista. Le piste battute sono una trentina per circa 40 km complessivi, con 18 impianti di risalita. Insomma, pochi per chi è abituato ad aree estese come Cervinia o il Sella Ronda, e dopo qualche giorno fare sempre le stesse piste può risultare un po’ ripetitivo. Per fare un paragone, il vicino comprensorio di La Thuile, a 20 minuti in auto, vanta più del doppio di piste e impianti. Il privilegio di sciare costeggiando la montagna più alta d’Europa, però, è un’altra cosa.

Si scia praticamente su un solo versante della montagna, quello che sovrasta il paese. Tutto si sviluppa in verticale, partendo dalla moderna cabinovia di Dolonne (che non è quella di SkyWay, da non confondere), raggiungibile a piedi da ogni angolo del centro cittadino. La cabinovia porta a Plan Checrouit (1704 metri s.l.m.), la prima stazione dove abbiamo noleggiato gli sci con tanto di armadietto incluso. Una comodità non da poco che permette di non camminare con gli scarponi ai piedi e di avere sempre gli sci asciutti.

In questo caso si scende a fine giornata con la cabinovia. Se invece si hanno sci propri o noleggiati altrove, si può scendere in paese direttamente con la pista 25 Dolonne.

Plan Checrouit è la stazione più importante, dove si trovano ski rental, ristoranti e i due più noti après-ski, Super G e Outsider. Da lì partono anche gli impianti per le varie piste che, risalendo, arrivano fino a Col Checrouit, punto di congiunzione degli impianti in quota.

Se si vuole salire ancora più in alto si arriva all’Arp, il punto panoramico più elevato (2755 metri s.l.m.). Per gli appassionati di fuoripista ci sono diversi percorsi regolamentati che partono proprio da lassù. Le piste sono molto belle, larghe e ben lavorate. Prevalentemente rosse, con varie blu e alcune nere, offrono il piacere di sciare tutto il giorno con la vista sul Monte Bianco e sulle spettacolari vette circostanti.

Gli impianti di risalita sono efficienti e ben funzionanti, anche se non modernissimi. Le baite sono anch’esse un po’ datate, alcune ancora con tavoli e sedie di plastica, però il panorama fa perdonare ogni carenza di stile. Altre sono in tipico stile alpino, con tavoli di legno e terrazze panoramiche, ma pur sempre molto sobrie. Onestamente ci aspettavamo qualche posto un po’ più “lussuoso”, però va bene così. Il punto forte è sicuramente il paesaggio meraviglioso e la vista da ogni baita e pista sul Monte Bianco.

Una pista particolare da segnare è la Youla, purtroppo non facilissima da raggiungere in quanto si deve salire sulla Cresta di Youla con la lentissima ma affascinante cabinovia, che spesso richiede almeno mezz’ora di attesa. Ne vale la pena? Al cento per cento sì.

Vale la pena anche salire ancora più su, sempre con la stessa cabinovia vintage, questa volta senza sci perché spesso il raccordo per scendere è chiuso. Si arriva sulla terrazza di Cresta d’Arp, a 2755 metri s.l.m., da dove un panorama strepitoso spazia a 360 gradi abbracciando tutti i picchi circostanti. Da non perdere.

Da fine febbraio, quando le temperature si alzano, le piste in alta quota rimangono ottime fino al primo pomeriggio, mentre quelle in basso ovviamente no. L’alternativa è spostarsi su quelle di Val Veny, l’Internazionale e la Pendente, quasi sempre all’ombra, per cui la neve regge di più fino alla stazione più a valle, Zerotta. Piste belle anche se non lunghissime. Una volta laggiù si è proprio ai piedi del Monte Bianco che si innalza in tutta la sua maestosità.

Nel pomeriggio, dopo una giornata di sci, il must per l’après-ski è Super G, storico locale con ristorante e hotel all’arrivo della cabinovia. Musica, divertimento, ottimi cocktail e tanta gente che finisce la sciata proprio qui, a ballare e cantare con un drink in mano. Non è ai livelli del Club Moritzino di La Villa, del Love di Cervinia o del Bagatelle di Courchevel, forse perché rimane al buio presto, però compensa offrendo spesso divertimento fino a tarda sera. La cabinovia garantisce l’ultima discesa a mezzanotte e permette di passare una serata in quota con vista sulle luci di Courmayeur.

Un’attrazione da non perdere è lo SkyWay Monte Bianco, la spettacolare funivia che porta a 3466 metri s.l.m. Su SkyWay, però, non ci sono piste e quindi non si scia. Oltre a essere una meraviglia del genio ingegneristico italiano è anche, come viene descritta, “un’esperienza sensoriale”. Si parte dalla stazione di Courmayeur/The Valley che dista circa 3 km dal centro. Il costo è elevato, però ne vale la pena. L’unica raccomandazione è verificare le condizioni meteorologiche e salire solo se il tempo è perfetto. Trovarsi lassù avvolti nella nebbia sarebbe spiacevole.

La modernissima funivia si ferma all’intermedia Pavillon, dove si trova il rifugio tecnologico, per poi arrivare alla terza stazione, Punta Helbronner/The Sky, a 3466 metri s.l.m. Un panorama mozzafiato, bistrot, ristorante e una sensazione di essere in cima al mondo. Dalle vetrate panoramiche lo sguardo spazia fino al Cervino e al Monte Rosa, con vista sull’Aiguille du Midi, in territorio francese, collegata da una funivia che scende fino a Chamonix.

Di solito, acquistando uno skipass per più di 5 giorni, si ha una salita su SkyWay inclusa. Altrimenti il prezzo è alto e forse l’esperienza è più adatta alla stagione estiva, anche perché d’inverno dalle piste il paesaggio non è molto diverso.

Per chi volesse spezzare la settimana di sci con un po’ di relax, a 10 minuti da Courmayeur si trovano le Terme di Pré-Saint-Didier (QC Terme Resort & SPA), famoso centro benessere dove rigenerarsi nelle acque termali e concedersi massaggi e trattamenti con vista sulle montagne innevate. Poco oltre si trova anche la Val Ferret, ideale per chi ama passeggiare e per gli appassionati di sci di fondo.

In caso di maltempo c’è anche il Courmayeur Sport Center, con muro di arrampicata, pattinaggio, pickleball e tennis.

Finiamo con La Thuile, un comprensorio meno conosciuto che dista soli 15 chilometri da Courmayeur. Ha il doppio di piste e impianti, con 80 piste e 38 impianti di risalita, oltre a un unico skipass internazionale. È un’alternativa per chi, in una settimana di sci da queste parti, volesse provare qualcosa di nuovo.

Courmayeur non è quindi solo mondanità. Anzi, rispetto a Cortina, la regina della mondanità, l’abbiamo trovata più tranquilla, sobria e rilassata. Belle piste, anche se non moltissime, paesaggi straordinari, la comodità dell’autostrada fino al paese e un’esclusività pacata e bilanciata. Il tutto ai piedi del massiccio del Monte Bianco, imponente e maestoso, che veglia su questo bell’angolo delle Alpi. Vale la pena trascorrere la settimana bianca a Courmayeur? Sicuramente sì.