Isole Egadi
Favignana, Levanzo, Marettimo, un mini arcipelago al largo della costa occidentale della Sicilia, di fronte a Trapani, che incanta con le sue acque color smeraldo, la sua semplicità e accoglienza. Tanto da rendere una vacanza alle Egadi una delle più ambite dell’intero Mediterraneo per chi cerca un luogo ancorato alle tradizioni e alla vita lenta, dove sole, sale e vento si uniscono facendo staccare dalla frenesia quotidiana, contornati da un mare di una bellezza incredibile.

Sono tre isole molto diverse tra loro, unite però da un mare incontaminato e incredibilmente bello e da una storia millenaria, di cui testimoniano le fortificazioni ancora presenti. È proprio qui che, nel 241 a.C., si è svolta la grande battaglia navale delle Egadi tra romani e cartaginesi che ha posto fine alla prima guerra punica. Guardando la mappa fa impressione quanto siano vicine alla costa africana. I paesaggi aspri, l’architettura e il clima sono quelli tipici del continente africano.
Facilissime da raggiungere, soprattutto Favignana che si trova a poche miglia dalla costa di Trapani e Marsala, tanto da essere considerata quasi un’enclave delle due cittadine sicule, meritano almeno tre-quattro giorni pieni per visitarle – due per Favignana, uno per Levanzo e uno per Marettimo – e una settimana o più per godersele appieno. A Favignana le auto non sono ammesse, tranne per soggiorni lunghi, ed è logico visto che tutta l’isola si gira in bici – meglio elettrica – o in motorino. I noleggi sono ovunque e i prezzi modici. L’aeroporto più comodo è quello di Trapani, mentre se la visita alle Egadi si abbina al giro della Sicilia orientale, come abbiamo fatto noi, si lascia l’auto sempre a Trapani e poi si prende l’aliscafo. A Levanzo e Marettimo non servono nemmeno bici o altro perché si girano a piedi o in barca.

Anche se il tempo è sempre caldo e soleggiato, per coloro che ambiscono a trarre il meglio da una vacanza alle Egadi il meteo è importante. Il mare calmo e i venti dal nord permettono di affittare una barca per esplorare tutte e tre le isole, oltre che godersi ancor di più le meravigliose spiagge. Con lo scirocco, spesso presente, il mare si alza e ci si deve limitare, per così dire, alle spiagge che non solo restano in ogni caso favolose ma, trattandosi di isole, se il mare è agitato da un lato si può sempre andare dall’altro.

Un’altra considerazione, oltre al meteo, è legata all’alta stagione. Nei mesi di giugno, luglio e agosto ovviamente la quantità di turisti è notevole rispetto alle piccole proporzioni dell’arcipelago e le strutture non sono così tante da assorbirne il flusso. Perciò occorre prenotare in anticipo. Inoltre, per la vicinanza a Trapani e la comodità di avere un aliscafo ogni ora, con una percorrenza fino a Favignana di trenta minuti (ci sono anche dei traghetti, ovviamente più lenti), tantissime persone raggiungono le isole per la giornata, a volte anche fermandosi a cena, il che rende l’affollamento ancora maggiore. Anche se, a dire il vero, noi nei primi giorni di settembre, con un tempo meraviglioso, abbiamo trovato tutto molto più tranquillo rispetto a gran parte dell’Italia.

In ogni caso, la stagione turistica si protrae fino a fine ottobre. Non cercate, però, discoteche e locali alla moda. Qui, come si è già detto, la parola d’ordine è semplicità, mare e relax, buon cibo e sensazione di libertà. Non è insomma un luogo da discoteche, stabilimenti mondani, sfarzo e apparenza. È libertà, ottimo cibo e natura allo stato puro.

Favignana
La regina dell’arcipelago è sicuramente Favignana, la più famosa, l’unica che ha un’organizzazione turistica vera e propria, vari servizi, un’offerta di alloggi adeguata, mentre il paese, oltre a essere delizioso, è anche vivace, colmo di ristorantini, negozi e pub per gli aperitivi. Insomma, salvo per chi vuole una vacanza da eremita, la scelta giusta è Favignana. Levanzo e Marettimo vanno visitate in giornata, però per soggiornarci occorre avere proprio bisogno di staccare dal mondo.

Un’isola davvero particolare, con coste segnate da rocce squadrate scolpite non dal tempo bensì dagli uomini che qui per secoli hanno estratto la calcarenite, una pietra bianca usata per costruire intere città sia in Sicilia che in Tunisia e Malta, compresa la ricostruzione di Messina dopo il terremoto del 1908. La prima vera ricchezza di Favignana viene proprio dalle cave e poi, grazie alla famiglia Florio, tra i primi grandi industriali italiani, anche dalla produzione del tonno.

Come già detto, con l’aliscafo da Trapani l’isola si raggiunge in soli 30 minuti. Il porticciolo si trova nel paese e appena sbarcati si sente già lo spirito vacanziero. Una sfilza di negozi che affittano biciclette e motorini ci accoglie, mentre la sagoma del castello di Santa Caterina, in cima all’omonimo monte, ricorda che questa piccola isola è stata crocevia strategico dove greci, romani, saraceni, normanni e chissà chi altro hanno trovato rifugio e controllato commerci e rotte marittime.

Sotto il monte, laddove finisce il porticciolo, attira lo sguardo il grande e suggestivo complesso della tonnara di Favignana, nome ufficiale ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, che è stato una delle tonnare più importanti del Mediterraneo, oggi un bellissimo spazio museale. Racconta parte dell’incredibile storia della famiglia Florio, di avventure di mare e dell’arte della pesca del tonno, diventata una linfa vitale per l’isola.

Il consiglio spassionato è alloggiare a Favignana per tutta la durata della vacanza, possibilmente nei pressi del centro, e poi muoversi in bicicletta elettrica. Brevi distanze, zero traffico e strade senza alcun saliscendi aiutano a godersi l’isola in tutta tranquillità. Ci sono strutture, prevalentemente B&B, sparse ovunque, però di sera la vita è tutta concentrata nel paese. Le strutture, compresi i pochi hotel, sono carine, però non bisogna cercare il lusso. Non c’è, e anche questo fa parte del fascino del posto.

A Favignana non esiste una parte più bella dell’altra, tranne la famosissima Cala Rossa, simbolo cartolina dell’isola, che è davvero mozzafiato. L’esplorazione non può che partire proprio da lì. In sella alle bici, dal centro del paese ci vogliono non più di 10 minuti. Le stradine costeggiano piccoli casolari di tufo contornati da cactus, muretti di pietra e piccole cave abbandonate che, trovandosi sotto il livello del suolo, sono usate per coltivare ortaggi e piante proteggendole dai venti.

La prima volta che si vede Cala Rossa si rimane senza parole. La strada finisce sul crestone che sovrasta la baia, che ha un colore incredibile. Acque turchesi, trasparenti e calme, dove le barche sembrano sospese, mentre le pareti di roccia e le grotte rendono il tutto incredibilmente scenografico.

Le altre cale che meritano di essere visitate da questo lato dell’isola sono Blu Marino, con pareti rocciose e mare profondo, e Cala Azzurra, sabbiosa, con vista sul faro di Punta Marsala. Ritornando verso il paese si arriva anche a Lido Burrone, una delle spiagge più grandi e tra le poche attrezzate, quindi comoda per famiglie con figli e per chi cerca comodità. C’è sia la spiaggia libera che lo stabilimento. Dall’altro lato di Favignana ci sono invece due cale davvero spettacolari e selvagge, Cala Rotonda e Cala Grande.

Una particolarità di tutte le cale sul lato sud dell’isola è l’illuminazione. Nel pomeriggio, quando il sole gira, perdono un pochino quella brillantezza e quei colori spettacolari. Meglio la mattina, mentre Cala Rossa è bella sempre.

Mare permettendo, però, affittare un gommone o un barchino rende il tutto ancora più bello. La navigazione è semplice e sempre in sicurezza, ci sono pochi punti di attenzione tra secche e scogli in superficie e con i classici 40 cavalli si va tranquillamente ovunque, anche a Levanzo, fattibilissima in una mattinata. Così, anche se si ha una sola giornata di mare calmo, si può fare tutto. La mattina si va a Levanzo e dall’ora di pranzo in poi si fa il giro dal mare di Favignana.

La terza isola dell’arcipelago, invece, Marettimo, va visitata raggiungendola di mattino con l’aliscafo per poi fare un tour organizzato. Innanzitutto perché è già lontana da Levanzo e quindi con un barchino è rischioso andarci, e poi perché in ogni caso gran parte dell’isola è riserva marina, con divieto per le imbarcazioni private di avvicinarsi alla costa ed entrare nelle spettacolari grotte.
La sera il centro di Favignana si anima e ci sono molti posti dove mangiare il pesce. Dai crudi alla specialità dell’isola, il tonno, è una vera esperienza culinaria. Dall’hamburger di tonno a quello in crosta, che rimane crudo dentro, fino alla fiorentina di tonno, qui ogni piatto di mare è una goduria per il palato. Il tutto accompagnando il cibo con gli ottimi vini bianchi del Trapanese – bollicine comprese – e finendo con una passeggiata e un cannolo da gustare in una delle pasticcerie aperte fino a tardi.

Per l’aperitivo al tramonto il locale più chic è Camparìa, mentre da non mancare assolutamente è la visita della tonnara Florio. Si impiega circa un’ora ed essendo un luogo quasi unico nell’intero Mediterraneo fa capire molto della particolare storia e vita dell’isola.
Levanzo
La più piccola delle isole dell’arcipelago delle Egadi, Levanzo, dista poco meno di 3 miglia marine da Favignana. Si può raggiungere anche in aliscafo, però non ne vale la pena, perché il delizioso porticciolo è minuscolo, con un bar ristorante e poco più, per cui non c’è molto da vedere, mentre tutta la bellezza si trova facendo il giro per mare. A dire il vero ci sono due calette, molto belle, raggiungibili anche a piedi, Cala Fredda e Cala Minnula, e con un po’ di trekking anche Cala Calcara, però la spettacolarità dell’isola si nasconde tutta sul versante opposto.

Pareti rocciose e un mare blu incredibilmente trasparente, branchi di pesci, insenature e luoghi incontaminati come Cala Tramontana e Punta Genovese, con campi boe per le barche, ed infine il Faraglione sono i posti che si incontrano facendo il giro completo prima di ritornare verso Favignana. Mezza giornata o una intera non cambia, ma Levanzo va vista, rigorosamente dal mare. Bisogna stare attenti ai divieti, in vari punti, persino di buttare l’ancora. Si rischia di essere multati.

Marettimo
È la terza isola, quella più lontana dalla costa e quindi raggiungibile solo con l’aliscafo, a mezz’ora da Favignana e un’ora se si parte da Trapani. Molto diversa dalle altre due, più verde, dominata da Monte Falcone che svetta con i suoi 686 metri, è in gran parte selvaggia e impercorribile persino a piedi. Molto amata dagli appassionati di trekking, ha numerosi sentieri sul versante del porto che offrono panorami spettacolari e permettono di raggiungere in poco tempo alcune spiagge a nord fino al Castello di Punta Troia e a sud fino a Praia Nacchi, mentre per coloro che sono già sportivi Punta Mungonone.

Tutto il resto dell’isola è selvaggio, abitato solo da mufloni e uccelli e irraggiungibile via terra, e l’intera costa ovest è riserva marina protetta con divieto assoluto anche solo di avvicinamento per ogni imbarcazione tranne quelle autorizzate per le gite turistiche. Quindi, per visitare questa meraviglia della natura occorre prenotare un tour organizzato, di solito su dei gozzi o altre barche non molto grandi per poter entrare nelle grotte, che dura circa 3-4 ore, comprese varie soste per un bagno.
Si prende l’aliscafo da Favignana di mattina e verso le 11 ci si imbarca in direzione Punta Troia. Si fa la prima sosta, poi si prosegue godendosi la costa selvaggia e incontaminata, ma solo superando il Castello, che sembra uscito da un film mitologico, si scopre la vera spettacolare bellezza di Marettimo. Perché è sul lato nascosto che comincia un tratto con vertiginose pareti rocciose che in alcuni punti scendono verticali per 300 metri sul mare e delle grotte marine tra le più belle del Mediterraneo.

Il gozzo si spinge sin dentro le grotte, dove i giochi di luce e il sole che filtra rendono le acque color turchese acceso. Grotta dopo grotta si raggiunge Cala Bianca, dove ci si ferma per un bagno nelle acque che qui sono invece di colore blu acceso per via del particolare fondale calcareo. Sopra le nostre teste formazioni rocciose, strapiombi e picchi che spiegano perché Marettimo è chiamata “Dolomiti sul mare”.

Rientriamo nel porto felici di aver visto questa isola così remota e così bella, per poi rientrare a Favignana nel pomeriggio.

Una vacanza alle Isole Egadi è un’esperienza che fa staccare la mente regalando quella semplicità che appaga i sensi quando si cerca l’estate nella sua forma più pura. Spostarsi in bici sull’isola, fermarsi in calette selvagge, nuotare in acque verde smeraldo, godere dei tramonti davanti ad un calice di vino e crudi di pesce pescati a km zero, con ancora il sale sulla pelle, le Egadi sono tutto questo.