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Weekend in Emilia

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uesto è il racconto del nostro ultimo weekend in Emilia precisamente attraverso le Provincie di Piacenza, Parma e Modena, la terra dei buongustai, inaspettatamente calda ed accogliente. Si, nonostante il freddo umido che ti penetra nelle ossa, soprattutto durante l’autunno che nonostante tutto è il periodo più caratteristico per visitarla. Un weekend enogastronomico indimenticabile; all’insegna di scoperte culinarie, prodotti tipici, paesaggi da grandi romanzi d’amore, cascine avvolte nella nebbia e visite a caseifici e prosciuttifici.

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Nell’esplorare questi luoghi affascinanti che da Piacenza scorrono giù verso Parma per finire a Modena abbiamo attraversato piccoli paesini con case rurali, campi coltivati solcati da stradine dritte e strette che portano apparentemente nel nulla, aziende agricole i cui silos dominano la pianura, la cosiddetta “bassa padana”, accoglienti trattorie a conduzione familiare.

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Su tutto questo ogni sera si stende inesorabilmente la nebbia, densa ed impenetrabile, tipica di queste parti al pari del Parmigiano, coprendo le campagne come un morbido ed avvolgente panno di seta.

[Leggi anche il nostro RACCONTO DI VIAGGIO sulla RIVIERA ROMAGNOLA]

Ed è la nebbia la caratteristica principale della Bassa, che cambia le prospettive, attenuando i colori quasi come se ci si trovasse in un mondo in bianco e nero, tra paesaggi ed atmosfere davvero uniche.

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L’Emilia è famosa in tutto il mondo come la terra di Giuseppe Verdi e di Luciano Pavarotti, della Ferrari e – per chi ha il palato esigente – del Prosciutto di Parma e del Parmigiano Reggiano, del Culatello e di alcuni vini .

I suoi borghi, i cui nomi evocano prelibatezze culinarie come lo Zibello, sono circondati da una campagna melanconica e autentica, con ritmi lenti e un grande e fiero attaccamento alle proprie traduzioni.

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Una terra che si esplora – anche per chi non ama la musica classica – ascoltando il “Rigoletto” o se preferite, il miglior Zucchero (magari il suo Partigiano Reggiano!), due dei tanti artisti, divisi dai secoli, che hanno reso celebre l’Emilia.

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Iniziando con qualche riflessione su dove dormire, i luoghi più caratteristici e che al meglio ci fanno comprendere e apprezzare queste atmosfere sono sicuramente le tipiche cascine di campagna e le dimore storiche sparse qua e là sul territorio, tra camini accesi e silenzi profondi, molte delle quali oggi sono state convertite in relais di charme o agriturismi. Proprietà che sembrano rimaste sospese nel tempo, incredibili nella loro autenticità e fascino.

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Dopo varie ricerche per una location il più possibile caratteristica, abbiamo scelto l’azienda agrituristica Case Riglio che ci ha fatto letteralmente immergere nell’atmosfera del posto.

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Riguardo al periodo migliore, invece, come già scritto, è sicuramente l’autunno, e ancor meglio se è quello inoltrato quando si svolge la Fiera gastronomica del November Porc, una vera celebrazione culinaria che tocca ogni weekend di novembre borghi diversi e comprende anche visite guidate, ristoranti che aderiscono all’iniziativa ed espositori di prodotti tipici.

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L’unica controindicazione è che tutto questo nuoce gravemente al peso forma. Infatti, nonostante si mangi in modo eccelso in tutta Italia, è in Emilia più che in altri luoghi che la materia prima è stata elevata a vero e proprio culto. Una passione, quasi una storia d’amore, con i prodotti e le tradizioni custoditi e tramandati gelosamente.

Basta sedersi a tavola e il proprietario, che spesso è anche lo chef, si avvicina per descrivere orgogliosamente i piatti serviti e decantare la terra emiliana.

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Esattamente come accade alla Trattoria Campanini del nostro amico Stefano dove ci siamo fermati appena arrivati prima ancora di raggiungere l’albergo. Una vera festa per il palato con le migliori eccellenze della zona: il culatello si scioglie in bocca, il miglior prosciutto di Parma accuratamente ricercato viene servito quasi come una reliquia, i primi fatti rigorosamente a mano, i dolci (se riuscite ad arrivarci!) sublimi. Unica avvertenza è quella di prenotare, con largo, anzi, larghissimo anticipo.

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La nostra prima tappa del weekend in Emilia è Piacenza. Onestamente non merita più di una rapida occhiata, anche perché ciò che rappresenta al meglio questo territorio, e che di conseguenza vale la pena essere esplorato, non sono i centri urbani bensì i cosiddetti Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, ovvero quella campagna dominata da borghi e fortificazioni tra questi capoluoghi, tra cui spiccano Castell’Arquato, Bardi, Fontanellato, Olgisio, Soragna e  Vigoleno.

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Visitatene più che potete, fermandovi (purtroppo mettendo a dura prova la linea!) a mangiare nelle enoteche dove per la maggior parte servono prodotti a “Km Zero” e gestite da persone con una grandissima passione per la propria terra e tradizione gastronomica. Vi segnaliamo l’enoteca La Rocca a Castell’Arquato, uno dei paesini più interessanti.

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In ogni caso, non può mancare una visita alla capitale del Granducato di Parma e Piacenza che è, appunto, la città di Parma. Antica, elegante, piena di monumenti e famosa per essere caratterizzata da un altissimo tenore di vita e benessere, seconda solo alla vicina Modena.

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Naturalmente, per collegarla all’aspetto più caratteristico dell’Emila che è l’enogastronomia, basta dire che nel 2015 Parma è stata riconosciuta dall’UNESCO come “Città creativa della gastronomia”.

Da non perdere una visita al Duomo, uno dei più begli esempi di arte romanica della nostra Penisola, con gli affreschi del Correggio sulla cupola, e del vicino Battistero.

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Degno di nota anche Palazzo Pilotta, un gigantesco complesso di vari edifici uniti nei secoli in un unico corpo, nel pieno centro storico, eredità della dinastia dei Farnese, la cui facciata non è mai stata completata e che dà il meglio di sè dal lato di via Garibaldi.

Ed è proprio proseguendo su via Garibaldi che si arriva all’omonima piazza, il vero cuore di Parma, dove sorge il Palazzo del Governatore, la chiesa di San Pietro Apostolo e altri edifici dell’amministrazione comunale. Le strade intorno sono dense di locali alla moda, negozi molto trendy e ristoranti.

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Per la cena ci siamo mossi raggiungendo Zibello, paesino che ha dato il nome al famosissimo salume DOP Culatello di Zibello che si produce solo nella zona circostante, solo tra ottobre e febbraio quando l’umidità dovuta da freddo e nebbia è al massimo.

Nel piccolo centro storico, racchiuso intorno all’antica piazza Guareschi su cui affaccia l’edificio più importante, il cinquecentesco Palazzo Pallavicino, ovunque vi sediate mangerete come non mai.

Da non mancare (però chiamate prima, per verificare la disponibilità ed eventuali chiusure) una visita all’Antica Corte Pallavicini a Polesine Parmense, vera eccellenza della zona, che oltre ad essere un esclusivo relais con un ristorante stellato ospita anche delle antiche cantine per l’essiccazione dei culatelli, che si possono visitare previa prenotazione.

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Per completare la nostra breve ma intensa esplorazione dell’Emilia non potevamo mancare la città di Modena, sicuramente la più bella, quasi al confine con la Romagna, ricca e ordinata, piena di portici (come la vicina Bologna), signorile e piacevolissima.

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Il suo imponente Duomo, cattedrale in stile romanico che ospita nella sua cripta le spoglie del patrono della città, San Geminiano, è il gioiello incontrastato di Modena. All’interno si percepisce quell’atmosfera spirituale e mistica, complici la penombra e l’odore di candele e pietra, tipico degli edifici di culto dell’epoca e ormai quasi perduti.

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Accanto al Duomo si erge anche la Ghirlandina, la torre campanaria di Modena nonché suo simbolo che, assieme anche a Piazza Grande, sono i tre monumenti della città annoverati come Beni protetti dall’UNESCO.

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Una tappa quasi d’obbligo, anche se a Modena si dice che ovunque ci si fermi si magia bene, è la trattoria Da Omer, a pochi passi dal Duomo.

E dopo aver visitato il centro storico non può mancare la visita del Museo Enzo Ferrari, dedicato al fondatore dell’omonima casa automobilistica e al brand che più di ogni altro ha reso celebre la creatività e l’ingegno tecnologico e stilistico italiano nel mondo dei motori.

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Il museo ci ha sorpresi. Un luogo bellissimo, che colpisce sin da subito per la sua struttura architettonica che unisce l’antica officina con la parte moderna, caratterizzata da una grande ed avveniristica copertura gialla.

All’interno si trova una carrellata di modelli simbolo del marchio del Cavallino oltre all’esposizione degli esempi più significativi dell’ingegneria meccanica, tra propulsori e motori. Non mancatelo!

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Infine, è da segnalare, anche se noi l’abbiamo rimandata alla prossima visita, l’iniziativa Discover Ferrari & Pavarotti Land, un vero tour che permette un’esplorazione a 360 gradi delle eccellenze della zona e che comprende anche la casa di Pavarotti, una visita agli Stabilimenti Ferrari di Maranello e alcune cantine della zona.

Buon weekend in Emilia!

[Leggi anche il nostro RACCONTO DI VIAGGIO sulla RIVIERA ROMAGNOLA]

La mappa del nostro weekend in Emilia