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Alto Lazio

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er molti il Lazio è semplicemente una grande regione nel centro della Penisola famosa per ospitare la Capitale d’Italia, Roma, una città talmente bella, maestosa, monumentale, ricca di patrimonio artistico e culturale da distrarre da ogni cosa che si trova nelle vicinanze.

 

Alto Lazio Roma conquista chi la visita come nessun altro luogo al mondo, tanto che nessuna vacanza, sia essa di un weekend o di un mese, basta per conoscerla davvero. Ed è proprio per questo che tranne per i romani DOC, quelli veri che qui ci sono nati o ci vivono da tempo, tutto ciò che si trova al di fuori della Città Eterna è pressoché sconosciuto.

Ed è un vero peccato perché il Lazio custodisce, da nord a sud, tanti gioielli che probabilmente, se si trovassero altrove, sarebbero stati mete frequentatissime dai viaggiatori di tutto il Pianeta.

Alto Lazio

In questo racconto di viaggio racconteremo l’Alto Lazio, partendo dalla terra degli Etruschi, con il suo cuore vitale la città di Tarquinia e le sue necropoli, contornata da una campagna rurale mozzafiato da percorrere in auto ammirando paesaggi da cartolina. Poi c’è Civita di Bagnoregio, luogo pieno di fascino e (dicono) di mistero, destinato a scomparire per via dell’erosione del colle su cui si ergono i suoi preziosi edifici storici. Nelle vicinanze si trovano anche il Parco dei Mostri di Bomarzo e la medievale Viterbo, per poi passare per il Lago di Bracciano, dominato dall’omonimo Borgo con il suo magnifico castello location di matrimoni principeschi fra cui quelli di svariate star internazionali (Tom Cruise ed Eros Ramazzotti, tanto per citarne un paio) e sulla sponda opposta da Anguillara. Infine merita affacciarsi sul Mar Tirreno, per visitare Santa Severa, piccola località balneare con il suo scenografico castello battuto dalle onde e da poco riaperto al pubblico.

Alto Lazio

Così, se vi dovesse venir voglia di esplorare mete insolite e lontane dal turismo di massa, riservatevi un intero weekend, montate in macchina (ma anche in moto, soprattutto nella bella stagione, avrete delle belle sorprese) e avventuratevi sulle tranquille stradine all’esplorazione dell’Alto Lazio, tra storia e gourmet.

Se il vostro punto di partenza è Roma, o comunque a sud di questa, vi consigliamo di partire dalla Capitale e dirigervi prima al Lago di Bracciano, poi Santa Severa, Tarquinia, Bagnaia e Viterbo, Bomarzo ed infine Civita di Bagnoregio.

Nel caso, invece veniste da nord, percorrendo l’A1 uscite ad Orvieto, per visitare prima Civita di Bagnoregio, poi Bomarzo e Bagnaia, per poi raggiungere Viterbo, Tarquinia, Santa Severa, Bracciano e Anguillara.

 

Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio
E’ il gioiello incontrastato dell’Alto Lazio. A discapito del soprannome che le è stato attribuito, “La città che muore”, Civita è un borgo frequentatissimo, animato ma soprattutto splendido e unico. Tale unicità viene da due fattori.

Il primo è quello geologico, visto che la vallata circostante nel centro della quale è stata costruita Civita si abbassa ad una velocità sorprendente, facendo sgretolare, un pezzo dopo altro, le pareti del borgo. In ogni caso, alcuni abitanti con cui abbiamo parlato ci hanno detto che secondo i geologi il borgo scomparirà non prima di 800 anni. Perciò tranquilli, potete anche rimanere per cena!

Civita di Bagnoregio
Il secondo è la storia particolare di Civita, che oltre a risalire dagli Etruschi, nei secoli è stato un luogo apprezzato da potenti famiglie nobili e ricche che hanno costruito qui delle sontuose dimore i cui stemmi si vedono ancora percorrendo le strade del borgo, molto più consoni ad una città rinascimentale che ad un borghetto.

Alto Lazio

Per arrivare, si attraversa la città di Bagnoregio (le indicazioni sono ottime) e si giunge ad un parcheggio nei pressi del punto più panoramico su Civita, una specie di belvedere che dà il meglio di se prima del tramonto, quando le pareti argillose, i bastioni e il campanile di Civita si tingono di rosso.

Dal belvedere ci vogliono meno di cinque minuti a piedi per arrivare al ponte pedonale e da lì fino all’entrata del borgo. E’ incredibile pensare che una decina di anni fa i pilastri che sorreggono il ponte spuntavano a malapena dal terreno.

Civita di Bagnoregio
Civita ha da sempre rappresentato, inoltre, un set cinematografico naturale e unico, usato sapientemente da Fellini, Totò e tanti altri fino all’industria delle fiction TV nei tempi recenti.

Come detto all’inizio, il momento più suggestivo per osservare Civita di Bagnoregio è il tramonto, mentre vi consigliamo di rimanere anche a cena, in uno dei tanti ristorantini che offrono prodotti e vini locali, per poi andarsene via con il buio portando con sé l’atmosfera magica di questo luogo incantevole.

(Leggi anche il nostro post: Civita di Bagnoregio – la città che muore)

 

Bomarzo

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Il Parco dei Mostri di Bomarzo (www.sacrobosco.it), a mezz’ora da Civita di Bagnoregio, è un luogo incredibile risalente niente meno che al 1500 ed è la prima delle meraviglie dell’Alto Lazio. Sito nella terra degli Orsini (che possedevano quasi tutte le terre da lì a Roma), il parco, voluto dal principe Orsini e progettato dallo stesso architetto, Pirro Ligorio, a cui fu affidata anche la costruzione della magnifica Villa D’Este di Tivoli, nasconde una serie di enormi e bizzarre sculture scavate nelle gigantesche rocce di peperino che si trovano nascoste nel bosco.

parco dei mostri di bomarzo
Draghi, elefanti, tartarughe, orche e ninfe e persino una Casa pendente con il pavimento appositamente storto per far girare la testa ai visitatori. Il Parco di Bomarzo si può sicuramente definire uno dei luoghi storici più eccentrici e bizzarri d’Italia. La storia particolare del perché il principe lo abbia voluto costruire la lasciamo alle audioguide, vi diciamo solo che vale davvero la pena visitarlo!

parco dei mostri di bomarzo
Degno di nota anche l’omonimo borgo sovrastante, bellissimo, dominato da (guarda caso) Palazzo Orsini, affacciato sulla campagna della Tuscia. Visitatelo, come pure l’antica piazza cittadina che sembra rimasta sospesa nel tempo.

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A quindici minuti di auto si trova anche il borgo di Bagnaia, ormai quasi una frazione di Viterbo. E’ famoso per la cinquecentesca Villa Lante, gemma dell’arte “all’italiana” nel creare magnifiche fontane e giardini. Anche dopo aver visitato i Castelli della Loira vi possiamo garantire che questa non ha nulla da invidiare ed è stato davvero interessante scoprire una villa di questo genere in un luogo geografico e storico che ha connotati totalmente diversi.

(Leggi anche il nostro post: Il Parco dei Mostri di Bomarzo – Fra mistero e fantasia)

 

Viterbo

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Capitale dell’Alto Lazio, Viterbo è una bellissima città che non ha mai avuto il riconoscimento che merita. Considerata più come un polo produttivo, industriale e agricolo, che come luogo di storia e cultura nonostante fosse chiamata la Città dei Papi per essere stata, nel XIII secolo, sede dello Stato Pontificio, ha un grande centro storico, racchiuso nelle antiche mura in cui si aprono le porte d’accesso, e uno dei quartieri medievali meglio conservati d’Italia.

A ciò si aggiungono anche le meraviglie della Viterbo sotterranea (visitabile in un’ora) e le necropoli.

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Il cuore della città è Piazza San Lorenzo dove affaccia la famosissima Loggia del Palazzo dei Papi, lo stesso Palazzo e la Cattedrale.

A pochi passi si trova anche il quartiere medievale di San Pellegrino che da solo vale la visita alla città.

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Proseguendo si arriva in Piazza del Plebiscito dove sorge il Palazzo dei Priori, la torre rinascimentale dell’orologio (alta 44 metri), contornata anche da una serie di imponenti edifici storici riportanti sulle facciate gli stemmi papali (o, spesso, delle statue raffiguranti un leone, simbolo di Viterbo), e poco oltre la piazza della Fontana Grande.

Il centro storico è tutto zona a traffico limitato, perciò occorre parcheggiare nei pressi di una delle porte più vicine alle principali attrazioni, Porta Romana e Porta della Verità.

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In ogni caso, ovunque parcheggiate, in 15 minuti di passeggiata lungo le piacevoli vie del centro si arriva dall’altra parte della cinta muraria.

 

Lago di Bracciano

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Intorno a Viterbo ci sono diversi laghi, come Vico e Bolsena, e poco più a sud, ad appena 35km da Roma c’è Bracciano. Di origine vulcanica e di conseguenza dalla forma tondeggiante, tanto da sembrare artificiale quando lo si sorvola prima di atterrare all’aeroporto di Fiumicino.

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Nelle sue calme acque blu si specchiano tre bellissimi borghi: Bracciano, Anguillara e Trevignano, molto diversi l’uno dall’altro.

Bracciano è sicuramente quello più famoso, in posizione dominante sul lago e sovrastato dall’imponente e maestoso Castello Odescalchi, sicuramente uno dei più bei castelli di tutto il centro Italia (www.odescalchi.it), tanto da essere stato luogo di matrimoni di personaggi famosi tra cui Tom Cruise. Visitatelo assolutamente anche dentro.

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Facendo il giro tra i pittoreschi vicoli non mancate il Belvedere Sentinella, un terrazzo che vi permetterà di ammirare dall’alto tutto il lago. Se poi vi troverete li all’ora di pranzo o di cena, fermatevi sotto i torrioni del castello, in Piazza Mazzini, per un calice di vino e un piatto di pasta da Pane e Olio.

A una decina di minuti dal centro di Bracciano, scendendo verso il lago e svoltando a destra sulla strada che lo costeggia, si raggiunge Anguillara. Forse meno bella di Bracciano, dà però il meglio di sé nel colpo d’occhio prima di arrivare. Costeggiando la spiaggia infatti potrete fare come noi una delle più belle foto, magari con i cigni in primo piano.

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Proseguendo, sempre costeggiando il lago, infine, vi troverete a Trevignano. Con un centro storico davvero grazioso, dominato dalle rovine di un’antica fortezza.

 

Santa Severa

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Lasciando il Lago di Bracciano e le sue atmosfere sornione e tranquille, ad appenda 20km in direzione ovest si arriva al mare, sulla via Aurelia, e ad alcune piccole località preferite dai romani per le gite domenicali, persino d’inverno complice il clima mite e le frequenti giornate di sole.

La maggior parte sono semplici località estive che si svuotano totalmente l’inverno, tranne Santa Severa, che riserva una piacevolissima sorpresa ai suoi visitatori in qualsiasi stagione, grazie al suo castello, aperto al pubblico da poco in via sperimentale, che giace solitario all’estremità della spiaggia, battuto dal vento e dalle onde.

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Eretto di fronte (e probabilmente anche sopra) i resti dell’antico Porto etrusco di Pirgy, in una posizione inusuale e lontana da ogni cosa, dimenticato per molto tempo e pressoché sconosciuto, il Castello di Santa Severa è un luogo davvero strano. Nei pomeriggi fuori stagione, trovandosi sulla spiaggia, quando il sole comincia a calare pian piano verso l’orizzonte, le sue torri si tingono di rosso e la sensazione è quasi quella di una gigantesca nave arenata sugli scogli… Davvero suggestivo!

Tarquinia

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Infine, complice l’autostrada Roma- Civitavecchia, seguendo la costa verso nord in un attimo si arriva a Tarquinia, la capitale della grande civiltà etrusca, antagonista di Roma nei primi anni dell’Impero.

La posizione strategica, lungo via Aurelia, collinare e dominante fino al mare, ha fatto sì che nei secoli Tarquinia ha sempre conservato la sua importanza. Le possenti mura e le torri sono testimoni del ruolo della città nel medioevo, il maestoso Palazzo Vitelleschi è un vero gioiello del rinascimento.

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La maggiore rilevanza storica di Tarquinia è data, però, dalle necropoli etrusche, in località Monterozzi che ospitano circa 200 tombe dipinte, annoverate come il più importante sito archeologico di quell’epoca tanto da essere state dichiarate Patrimonio dell’UNESCO.

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Una volta usciti dalla cittadina, in direzione Aurelia, potrete scorgere un antico viadotto a due piani che attraversa la campagna, costruito prima di Cristo e che sta ancora lì. In alternativa all’autostrada che vi riporterebbe a Roma in 30 min, vi consigliamo di percorrere la strada un po’ più lunga ma estremamente piacevole  che attraversa la campagna della Tuscia da Tarquinia in direzione Vetralla. Da lì, proseguendo per la Cassia-Bis o la Braccianese, si ritorna nella Capitale rigenerati e felici.

Buon viaggio!