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Viaggio in Giappone

E’

un paese unico, forse il più incomprensibile che esista al mondo, almeno per noi occidentali. Un viaggio in Giappone è il miglior modo per conoscere dal di dentro una società estremamente chiusa, meravigliosamente autoprotettiva e tradizionalista, dove rispetto, onore, sacrificio, gentilezza e responsabilità sono qualità profondamente radicate in tutti: giovani e vecchi, ricchi e poveri.

E’ un meccanismo perfettamente funzionante, puntuale al secondo, ma nello stesso tempo rilassato, felice e dotato di un senso civico davvero incredibile. Una nazione che, grazie al suo genio ingegneristico e infrastrutturale, convive con terremoti, tsunami e tifoni che, salvo rari casi, ha saputo domare come nessun altro al mondo.
Ma è anche la patria della cultura zen, del sushi, dei manga, di Hello Kitty, dei samurai e dei robot.

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In Giappone il benessere si percepisce ovunque, ma non si vede. E’ nell’aria, è un bene collettivo, mai troppo evidente, mai spaccone. Le case dei ricchi sono talmente sobrie da distinguersi a malapena dalle altre, come anche le auto per strada e le persone stesse. Capita anche di vedere l’addetto alle pulizie della stazione, in elegante divisa beige, cappellino da golf e candidi guanti in microfibra, salutare i passeggeri ogni volta che incrocia i loro sguardi. La parola d’ordine è civiltà! Oltre alla consapevolezza di appartenere ad un grande popolo e ad una grande cultura che non smettono mai di evocare.

Nei confronti degli stranieri i giapponesi sono sempre molto gentili e sorridenti, ma, a differenza di qualsiasi altra parte del mondo, vi lasceranno sempre con la sensazione che non gliene frega niente di voi! Nessuna attenzione particolare, curiosità, voglia di attaccare bottone e chiedere da dove venite. Tutto ciò trasmette la percezione di essere invisibili ai loro occhi, come se foste giapponesi voi stessi.

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Abbiamo organizzato il viaggio dall’Italia, interamente su internet, consapevoli che avremmo avuto a che fare con giapponesi. Dalla prenotazione degli hotel, all’acquisto del conveniente JR Rail Pass (www.japan-rail-pass.it), tutto on line! Il Giappone è forse il paese più organizzato al mondo per quanto riguarda i trasporti pubblici, urbani ed extraurbani, cosa che rende le auto e i taxi poco utilizzati.

Il JR Pass vi consente l’utilizzo per un tempo determinato, di solito 7 o 14 giorni, di tutti i treni (compresi i velocissimi Shinkansen), linee metropolitane e autobus appartenenti all’omonima compagnia di trasporti. Ciò significa che con il JR Pass vi muovete ovunque, con una sola avvertenza: non tutto è JR. A Tokyo ci sono linee metropolitane private, appartenenti ad altre compagnie, per l’uso delle quali dovete fare un biglietto a parte. Idem per alcuni treni. In ogni caso, il JR è la rete più diffusa e il pass è davvero utile e, considerato che comprende anche l’uso del N’Ex (il Narita Express) – il treno che dall’aeroporto di Tokyo raggiunge la città.

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Il periodo migliore per visitare il Giappone va da aprile (il periodo della spettacolare fioritura dei ciliegi) a fine giugno. Poi il clima si fa torrido.

Così, ci siamo imbarcati sul volo Alitalia Roma-Tokyo e ci siamo stesi sulle comode poltrone della rinnovata classe Magnifica, coccolati con ottimi vini e buon cibo. Consapevoli che nel paese del Sol Levante saremmo andati avanti a birra, oltretutto carissima, per via della politica disincentivante all’uso di alcolici che impone prezzi esorbitanti.

Tokyo

Dopo una lunga ricerca, abbiamo prenotato una stanza al Century Southern Tower Hotel (en.southerntower.co.jp) che occupa gli ultimi piani di un grattacielo che sovrasta la stazione di Shinjuku, il principale nodo ferroviario di Tokyo, il che consente di avere la metropolitana (e soprattutto la Green Line che userete tanto) e molti treni praticamente sotto l’hotel.

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Inoltre, Shinjuku è anche il quartiere più divertente di Tokyo. Basta uscire dall’albergo e oltrepassare la stazione che vi immergerete in coloratissime stradine piene di ristoranti, negozi, sale Pachinko e quant’altro offre la vita notturna cittadina.

Il Century Southern Tower Hotel è un bell’albergo quattro stelle, ma il suo punto forte è senz’altro la posizione! Difficilmente ne troverete uno migliore con una simile location. Chiedete una stanza, possibilmente angolare (la nostra era la 3465), affacciata sul parco YoYogi o sul Monte Fuji che però raramente si vede a causa della foschia. Avrete Tokyo ai vostri piedi.

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La prima notte abbiamo anche sentito un “lieve” (per i parametri giapponesi) terremoto, di “soli” 5 gradi. Se vi dovesse succedere… non vi preoccupate, qui tutto – dai palazzi ai grattacieli, dalle autostrade ai ponti e alle ferrovie – è tarato per resistergli. Pensate che molti degli antichi castelli dei Samurai sono costruiti su delle strutture antisismiche con pali di legno. Quand’è successo noi eravamo nella nostra stanza d’albergo, al 34simo piano, perciò abbiate fede!

Se arrivate di giorno, andate a pranzare in uno dei fast-food giapponesi dietro l’hotel (non troverete hamburger, ma deliziosi Ramen o Udon!). Sappiate che a Tokyo non ci sono posti turistici perciò ovunque si mangia divinamente, senza eccezioni. La prima difficoltà che riscontrerete sarà ordinare, visto che tutto è scritto in giapponese, ma usate l’immaginazione e soprattutto le fotografie dei piatti, esposte in qualsiasi ristorante. Poi andate ad esplorare le vicinanze, girate senza meta e osservate la vita e la gente intorno a voi.

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Per cena fermatevi in uno dei tanti sushi-bar di Shinjuku. Come abbiamo già detto, tutto ciò che è alcolico è molto caro, mentre il sushi è molto economico, quindi non vi spaventate se per due birre spenderete quanto per tutto il sushi che vi sarete mangiati, è normale. Se invece vi accontenterete dell’acqua, sappiate che è inclusa nel prezzo della cena, ma spesso viene servita calda.

Ricordate che sulle strade di Tokyo è vietato fumare, tranne nei pressi di alcuni incroci, dove ci sono degli appositi spazi (smoking area). Altrimenti rischiate di essere multati.

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La mattina seguente uscite a piedi ed entrare nel parco YoYogi che si trova proprio alle spalle dell’hotel. E’ uno dei polmoni verdi della città. Seguite le indicazioni per il Meiji Shrine, un maestoso tempio, sito al centro del parco. Camminando lungo i viali alberati vi imbatterete anche in una grande parete di coloratissimi barili di sakè.

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Proseguite nel parco e uscite dall’altra parte rispetto all’albergo. E’ il quartiere di Shibuya, la zona dello shopping e del lusso. Incamminatevi sull’elegante viale Takeshi-Dori e ammirate i negozi che anche se di firme occidentali si adeguano inevitabilmente al gusto sofisticato ed eccentrico dei giapponesi.

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Poi svoltate sulla caratteristica Cat Street che vi porterà verso uno dei luoghi più emblematici di Tokyo: il famoso incrocio di Shibuya, contornato da palazzi rivestiti da maxischermi sempre illuminati, considerato luogo di ritrovo dei giovani alla moda. Lì, sul piazzale di fronte alla stazione di Shibuya, troverete anche la famosa Statua di Hachiko (protagonista dell’omonimo film con Richard Gere e tratto da una storia vera) che attira un’impressionante quantità di gente che si fotografa accanto nonostante la modestia dell’opera.

Fermatevi ad osservare i giovani giapponesi, vestiti in modo incredibile, perlopiù imitando noti personaggi dei fumetti con le dovute rivisitazioni e stravaganze varie. Sono talmente estrosi da far sembrare Lady Gaga una dilettante. E se non vi basta, entrate nella vicina mall Shibuya 109, tempio della moda giovanile, dove vi renderete conto di cosa si può comprare a Tokyo se avete un pizzico di follia.

Oltrepassando Shibuya 109 sulla sinistra la strada inizia a salire ospitando una sfilza dei diffusissimi Love Hotel, con camere a ore e pagamenti automatici per garantire la massima privacy.
Il Giappone è, infatti, uno dei luoghi più automatizzati al mondo. Esistono persino ristoranti dove, prima di entrare, si seleziona ciò che si vuole magiare su di un menù a tastiera, si paga con la carta di credito, si entra e i camerieri si limitano solamente a portare quanto ordinato.

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Sappiate che anche il primo impatto con la metropolitana di Tokyo non è da sottovalutare. Metterebbe a dura prova anche un esperto cartografo. Vi trovate di fronte una mappa composta da decine di linee intrecciate e stazioni sovrapposte e anche se riuscite a capire qualcosa, alla fine vi confonderete, almeno all’inizio. Il tutto inoltre è scritto rigorosamente in giapponese, quindi non avrete altra soluzione che affidarvi al vostro infallibile (?) intuito!

Dalla stazione di Shibuya prendete la metro e tornate a Shinjuku. Lì, prima di cena, fate un giro nella zona di Kabuki-Cho, il quartiere a luci rosse. Come tutto il resto, anche qui c’è poca promiscuità e tutto sembra molto pulito e tranquillo, quasi non vi accorgerete di camminare in mezzo a club erotici, tranne per i buttafuori agli ingressi e le insegne con ragazze in minigonna, tutto sembra assolutamente conforme al clima eccentrico di Tokyo. Anche qui tutto gioca sui ruoli, su maschere e finzione.

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Incontrerete anche molte sale per karaoke – uno dei passatempi preferiti dei giovani giapponesi – e le famosissime sale Pachinko di cui ignoriamo ancora il motivo del successo. All’interno ci sono lunghe file di una specie di slot-machine che raffigurano draghi, mostri o lolite, dalle quali proviene un assordante rumore metallico, dove giapponesi in giacca e cravatta fanno qualcosa di strano, il tutto condito dalla ancora più assordante voce di ragazze che al microfono dicono in continuazione qualcosa e musica a tutto volume… Provateci voi, noi ci abbiamo rinunciato!

Mentre fate il giro a Kabuki-Cho, cercate sulla mappa uno dei luoghi più caratteristici di Tokyo – le stradine del Golden Gai.

Trovatevi lì prima di cena. E’ una serie di strettissimi e bui vicoli con decine di minibaretti con capienza massima di 5 persone, i cui ingressi sono seminascosti dietro delle tende. Un posto interessantissimo! Se riuscite a vincere la timidezza, entrate in uno a caso e ordinate un sakè. Uscendo vi imbatterete sicuramente in qualche yuppie locale, con cravatta allentata, ubriaco fradicio. Qui amano fare così, anziché tornare a casa da moglie e figli, prima di tutto una bella sbronza!

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Poi tornate indietro e andate a cena da Tsunahachi (www.tunahachi.co.jp), considerato il tempio del tempura. Cena al bancone, circa 40 euro a persona e la possibilità di ammirare le abili mani del cuoco cucinare e comporre le delizie che mangerete.

La mattina successiva visitate il Mercato Tsukiji, il più grande mercato del pesce al mondo. Le guide consigliano di recarcisi all’alba per assistere all’asta del tonno (vengono ammessi non più di 140 visitatori in due turni). Noi abbiamo rinunciato a svegliarci così presto e siamo arrivati con comodo, poco prima delle nove. Niente asta, ma lo spettacolo merita comunque.

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L’area del mercato si trova a una decina di minuti a piedi dalla fermata della metropolitana e non aspettatevi bancarelle animate e chiasso folcloristico. E’ un mercato all’ingrosso, non un’attrazione turistica. Composto da grandi capannoni attraversati freneticamente da carrelli meccanizzati, mucchi di casse e scatoloni di prodotti ittici, scoli per la pulizia del pesce e addetti indaffarati, è un luogo dove si lavora. Comunque, attenti a non inciampare nei tubi dell’acqua o essere investiti dai velocissimi mezzi che vi passano accanto quasi sfiorandovi, fate un giro in mezzo ai banchi, osservate come si sfilettano i tonni, divertitevi a scoprire specie marine mai viste prima. Dicono che qualsiasi cosa nuoti nel mare qui si può trovare.

Una volta usciti, fermatevi al piccolo Tempio Namiyoke che si trova sul lato nord del mercato e poi svoltate sulla prima strada a sinistra. Lì troverete una sfilza di sushi-bar dove sedersi e, nonostante l’ora, godersi uno dei migliori sushi al mondo! Da provare.

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Poi riprendete la metropolitana e raggiungete la stazione di Asakusa. Si trova dall’altra parte della città, ma in metropolitana ci arriverete in pochi minuti.

Di fronte alla stazione di Asakusa inizia la piccola e pedonale Nakamise street, un’altra strada simbolo della città piena di caratteristici ristoranti e negozietti, attraversata da altri vicoli sempre molto pittoreschi, che termina con il maestoso Senso-Ji Temple, uno dei complessi buddisti più importanti, molto visitato e luogo di pellegrinaggio da tutto il Giappone.

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Finita la visita al Senso-Ji pranzate sulle stradine intorno a Nakamise street e poi andate a piedi verso il fiume Sumida. Di fronte vi troverete uno scorcio di Tokyo del XXI secolo, con il contestatissimo Asahi Building, alcuni grattaceli e dietro la Tokyo Sky Tree che con i suoi 634 metri è la più alta torre televisiva al mondo.

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Un’altra dimostrazione della sfida dei giapponesi alla natura e – nella specie – ai terremoti. Infatti, tutte le opere ingegneristiche – dagli edifici ai ponti, dalle ferrovie ai grattaceli – tutto è costruito a prova di terremoto. Ritornando a noi, quando vi trovate l’Asahi Building di fronte, attraversate il ponte e raggiungete a piedi la Tokyo Sky Tree. Ricordate che se vorrete salirci è meglio prenotare la visita, forse addirittura dall’Italia e naturalmente on line. (www.tokyo-skytree.jp).

La sera, dopo cena, fate una tranquilla passeggiata dall’albergo fino al Park Hyatt, distante una quindicina di minuti a piedi, e salite al bar New York Grill al 52simo piano. E’ quello del film “Lost in Translation” dove Bill Murray vedeva per la prima volta Scarlett Johannson. C’è un extra-charge di 20 euro a persona per i non ospiti, ma un cocktail al sakè davanti alla strepitosa vista sulle migliaia di lampeggianti luci rosse di Tokyo, con la musica live di sottofondo,… non ha prezzo!

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A questo punto, di Tokyo vi resterà di visitare la zona del Palazzo Imperiale (all’interno non è visitabile visto che lì ci abita l’Imperatore) e l’area circostante, chiamata Ginza, ma, dato che il JR Pass viene di solito acquistato per 7 giorni, dopo tre trascorsi nella capitale è meglio usarlo per andare a Kyoto e a Osaka per poi tornare prima della scadenza rimanendo qualche altra notte a gustarsi Tokyo.

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Lo Shinkansen, l’affusolato treno super veloce (bullet train) che collega tutto il Giappone, dalla capitale a Kyoto ci mette circa tre ore. Ricordate che siete in Giappone, dove tutto è puntualissimo e organizzato alla perfezione, tanto da non farvi perdere nemmeno un secondo di tempo. Un treno giapponese accumula in media 10 secondi di ritardo all’anno, alla stazione tutti scendono in modo ordinatissimo senza nemmeno sfiorarsi e dopo pochi attimi si è già pronti a ripartire. Nei bagni l’acqua si scarica passando la mano davanti ad una fotocellulasenza toccare nulla, tutto funziona e la pulizia è davvero invidiabile.

 

Kyoto

Kyoto, detta anche la città dei 1000 templi, è la culla storica e culturale del paese, patrimonio dell’Unesco. Mah! Sarà pur vero, ma la prima impressione non è delle migliori.

Appena scesi dal treno ci si rende conto che l’edificio più importante della città è l’ingombrante e modernissima stazione ferroviaria, presunto capolavoro dell’architettura contemporanea, centro della vita di Kyoto con i suoi ristoranti, bar e terrazze panoramiche. Per il resto, la sensazione è di trovarsi – più che in Giappone – in qualche provinciale cittadina della Cina.

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Di fronte alla stazione s’innalza una vecchia torre televisiva colorata di bianco e rosso, abbastanza triste e alquanto inusuale per un paese all’avanguardia come questo, ma che vi servirà come prezioso punto di orientamento durate i vostri spostamenti. Con questo non vogliamo dire che Kyoto non merita di essere visitata, tutt’altro, ma dopo la strepitosa Tokyo l’impatto inziale è comunque sconcertante, visto il nome blasonato che comporta grandi aspettative.

Consapevoli di trovarci nel cuore del Giappone autentico, avevamo optato per un soggiorno in uno dei tipici Ryokan, le case tradizionali, dove si entra senza scarpe, si dorme su materassi per terra (futon) e, insomma, si assaggia la vera vita giapponese. Per fortuna anche qui, come a Tokyo, abbiamo scelto bene: il Ryokan Heianbo (www.japaneseguesthouses.com) sito su una tranquilla stradina a soli due isolati dalla stazione perciò centralissimo e comodissimo (come posizione, s’intende, per il resto di comodità c’è ne ben poca).

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Su internet troverete ryokan di tutti i tipi, da 100 a 1.500 euro a notte. Il nostro costava 150 euro… aveva il bagno in camera ed era molto pulito. Naturalmente né la simpatica padrona di casa né il marito parlavano una sola parola di inglese, così comunicavamo a gesti inchinandoci reciprocamente con larghi sorrisi nel tentativo di instaurare un minimo di dialogo.

Kyoto, come abbiamo già detto, è una città “bassa”, polverosa e abbastanza anonima, con strade tutte dritte disposte a griglia, pochi abitanti e zero lusso. Si gira facilmente in bicicletta, è impossibile perdersi, il traffico è scarso e appena arrivati ci si chiede “cosa siamo venuti a fare qui?”.

Tutto ciò finché non si affittano le bici cominciando il giro per i templi! Il rent a bike più vicino è sul lato ovest della stazione, in fondo alla strada. Affittatele per tutta la durata del vostro soggiorno, tanto userete solo quelle. Vi daranno anche una mappa dei templi, così potrete avviarvi alla visita di quelli della parte sud della città per poi proseguire verso la zona collinare. Ricordate che i templi sono centinaia e che dopo aver visitato i più importanti (e nemmeno tutti) non ne potrete più nonostante la loro bellezza.

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Se iniziate il giro la mattina, appena prese le bici visitate prima la parte sud e il centro, intorno alla stazione, dove ci sono due templi importanti. Uno è il To-Ji Temple, l’unico che si trova a sud della ferrovia, raggiungibile in cinque minuti di pedalata. Dopo averlo visitato, andate a nord (tanto le strade sono tutte dritte) riattraversando la ferrovia e vi imbatterete nel Nishi Honganji Temple.

Finito il giro, proseguite fino al primo grande incrocio, svoltate a destra sul grande stradone chiamato Gojo Dori e andate sempre dritti in direzione delle colline. Dopo un po’ la strada inizierà leggermente a salire, attraverserete il fiume e lì vi troverete di fronte all’ingresso dell’spettacolare complesso di Kiyomizu Shrine. Da lì dovete proseguire a piedi, perciò legate le biciclette e prendete la scalinata del primo tempio. Si continua a salire, attraversando il cimitero, fino a raggiungere la Porta del Tempio Kiyomizu, forse il più bello di Kyoto, composto da vari edifici e con un affaccio panoramico su tutta della città. Finita la visita, scendete lungo la strada commerciale, piena di negozietti e ristorantini. Se avete fame è il posto giusto per fermarsi, anche per ritrovare le forze per poi rimettersi in sella.

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Riprese le biciclette dovrete andare a nord, costeggiando le colline, prima sulla strada principale, la Hagashi Oji Dori fino al Ysaka Shrine Gate e poi svoltate a destra, sotto il Gate of Chion, che vi porta dritti al Chion-In Temple.
Come riferimento generale ricordate che in questa parte della città dovete tenervi il più possibile sotto le colline. Perciò, dopo Chion-In proseguite sulla bellissima strada alberata che costeggia l’ingresso e fatela tutta. Dopo poco vi troverete davanti la grande porta arancione Heian Jingu Torii che porta al Heian Sanctuary.

Da Heian salite sulla collina raggiungendo il percorso chiamato Philosopher’s Walk, un lungo sentiero nel bosco, da fare in bicicletta o a piedi, che costeggia una gran quantità di piccoli templi e case di “kyotesi” benestanti.

Quando vi sarete stufati, è arrivato il momento di tornare al ryokan. Scendete dalla collina raggiungendo il viale Maruta Machi Dori dove, accanto all’Hotel Heiannomori Kyoto troverete l’ingresso per il meraviglioso Okazaki Shrine, da vedere, e poi sempre dritti fino a trovarsi a costeggiare i giardini del Palazzo Imperale.

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Noi eravamo troppo stanchi per entrare. I giardini vi segnalano che siete ad altezza stazione e che dovete girare a sinistra. Nascosto tra le viuzze, prima di raggiungere il ryokan cercate il suggestivo Mercato coperto Nishiki, dove “fare merenda” e ammirare le misteriose pietanze.

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La sera sarete stanchissimi, perciò cenate nei pressi del ryokan.

La mattina dopo lasciate le bici legate, andate alla stazione e salite sul treno che in 15 minuti vi porta a Fushimi-Inari Taisha, la fermata di fronte alla quale c’è l’ingresso del Fushimi-Inari Shrine, che è forse il complesso buddista più impressionante dell’intero Giappone.

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E’ uno dei luoghi dove scatterete le migliori immagini di tutto il viaggio.
Oltre i templi, c’è un lungo sentiero che si arrampica sulle montagne con migliaia di porte arancioni, i Tori, che formano dei veri e propri tunnel. Uno spettacolo incredibile. Quasi in cima si trovano due ristoranti affacciati sul bosco. Pranzate li, merita!

La sera vi aspetta la Kyoto by night, ma non pensate che sia chissà cosa. Riprendete le biciclette e dirigetevi verso le colline, prendendo la più importante strada dello shopping della città, la Shijo Dori.

Un po’ … anzi, parecchio… squallida, anch’essa più cinese che giapponese, ha dei lunghi porticati illuminati al neon. Ma non importa, perché appena arrivati al ponte che attraversa il fiume vi troverete sulla sinistra il quartiere della vita notturna e delle geishe, Ponto Cho, il cui omonimo e pittoresco vicolo – Ponto Cho dori – meraviglioso soprattutto la sera, ospita una infinita sfilza di deliziosi ristorantini tradizionali affacciati sul fiume.

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Questa è Kyoto. Tornate nel minuscolo ryokan e fatevi – se ci riuscite – una bella dormita. La mattina dopo riportate le bici e salite sullo shinkansen per Osaka.

La nostra scelta di visitare Osaka è stata indotta dalla scoperta all’ultimo momento che il Castello Himeji (l’unico del Giappone a non essere stato ricostruito), tappa obbligatoria dopo Kyoto, nonché uno dei simboli del Giappone, da qualche tempo è in fase di ristrutturazione e, considerato che questa viene meticolosamente eseguita con le tecniche tradizionali, i lavori dureranno fino al 2015 e l’edificio è interamente coperto da impalcature.

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Quindi, visto che almeno un castello va visto, abbiamo studiato sulla mappa la posizione di quelli più belli individuando in quello di Osaka il vincitore (Osaka Jo), sia perché è davvero formidabile e considerato uno degli edifici più belli del Giappone, sia perché ci si arriva in un attimo grazie allo shinkansen che collega Kyoto al centro Osaka in meno di 20 minuti.

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Il Castello di Osaka si trova a poche fermate della metropolitana dalla stazione. Sorge maestoso al centro di un parco fortificato che domina la città, contornato da un fossato oltre al quale ci sono alcuni grattacieli che rendono il posto molto particolare. Qui farete la foto forse più emblematica dell’intero Giappone, soprattutto se vi trovate nel periodo della fioritura dei ciliegi. L’angolazione migliore è sul retro dell’edificio, dal primo terrazzamento scendendo verso i grattaceli.

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Per il resto Osaka è una città tipicamente giapponese, portuale, un po’ anonima, con grandi spazi e poche attrazioni, tranne naturalmente il Castello. È anche la prima volta che abbiamo trovato un po’ di degrado e sporcizia. Vi chiederete se vale la pena venire fin qui. Assolutamente si, almeno finché non riapre Himeji. Da Kyoto non ci si mette niente, in non più di 2 o 3 ore vedete tutto quello che merita e all’ora di pranzo sarete già liberi di ripartire.

Così, visitata Osaka, salite sul primo Shinkansen diretti a Tokyo.

 

… e di nuovo a Tokyo

Come avevamo già accennato, il JR Pass viene venduto per multipli di 7 giorni, ecco perché, per sfruttare al meglio la sua convenienza, dopo 3-4 notti nella capitale vale la pena “spezzare” con Kyoto per poi rientrare a Tokyo entro la mezzanotte del settimo giorno.

Avevamo deciso di passare i due giorni restanti in un quartiere diverso, così abbiamo prenotato al Gracery Ginza (ginza.gracery.com), elegante albergo sito nel cuore del quartiere del lusso di Tokyo. A differenza di Shinjuku e Shibuia, a Ginza la sensazione è di stare sulla quinta strada di New York. Le boutique delle migliori griffe mondiali hanno negozi qui e sulle strade laterali si trovano bellissimi ristoranti e locali alla moda. E’ meraviglioso passeggiare la sera, sia prima che dopo cena.La mattina dopo siamo andati a visitare il Palazzo Imperiale non ricordando che il Giappone fosse una monarchia perciò la struttura è visitabile solo una volta all’anno, in quanto ci abita, appunto, l’Imperatore con la sua famiglia. Dall’esterno, invece, il palazzo è circondato da un grande giardino e lo si vede solo da lontano.

Così, un po’ delusi, abbiamo deciso di trovare consolazione in uno dei tipici Onsen, da visitare almeno una volta prima di lasciare il Giappone.

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Gli onsen sono i bagni termali pubblici, sparsi ovunque nel paese, una tradizione dovuta alle numerose sorgenti calde di questa terra vulcanica. Frequentati da famiglie, coppie e singoli, gli onsen hanno ambienti comuni – dove si mangia, ci si riposa e, di solito all’esterno, percorsi zen sull’acqua, oltre ad ambienti separati per donne e uomini – i veri bagni – dove si entra nudi e ci si immerge nelle calde vasche e piscine.

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Quello che abbiamo provato si chiama Oedo Onsen Monogatari Hot Springs www.ooedoonsen.jp) e si trova sull’isola di Odaiba, da raggiugere facilmente in una quindicina di minuti prima con la metro normale fino alla stazione di Shimbashi e poi con la metro sospesa che attraversa la spettacolare baia di Tokyo. Osservando, infatti, la baia mentre andate all’onsen vi renderete conto, tra giganteschi ponti sospesi, infrastrutture e impianti industriali, di cosa sono capaci i giapponesi.

Scendete alla stazione di Shimbashi, centro dell’omonimo quartiere, animato e vivace, e tornate a piedi a Ginza.

Così il nostro viaggio in Giappone, incredibile e meraviglioso paese, è finito. Ricordate che se avrete fatto come noi il JR Pass sarà scaduto, perciò questa volta i biglietti per il N’EX li dovrete comprare.

良い旅

 

 

La mappa del nostro viaggio in Giappone