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Viaggio a Il Cairo

A

nche se le rivolte causate dalla “Primavera Araba” hanno messo in secondo piano questa meta, ormai la situazione è più calma e le riviste specializzate ci rassicurano sulla possibilità di intraprendere un viaggio a Il Cairo. La capitale d’Egitto viene descritta come una città in grande crescita, moderna, dinamica, piena di lussuose mall, gallerie d’arte, locali alla moda e con una stile di vita occidentale… Forse, però, ci saranno due Cairo, perché o nulla di tutto ciò è vero, o a noi queste cose sono sfuggite.

Cairo

La capitale dell’Egitto, perlomeno quella che abbiamo visto noi, è un immenso conglomerato urbano, polveroso, rimbombante e trafficato, abitato da oltre 15 milioni di persone che, in modo tipicamente arabo, passano le loro giornate a urlare nei mercati e per strada, vendendo o comprando qualsiasi cosa, o in auto, nel traffico, ad ingorgare la città e rendere l’aria ancora più irrespirabile. Dalle parti più alte – come la Cittadella – si vede, infatti, l’impressionante strato di smog che avvolge questa metropoli soffocando i suoi squadrati palazzi color terra e i minareti delle moschee. Pensate che ci siamo stati ad aprile, quando la temperatura è ancora fresca!

Abbiamo deciso di fare un viaggio a il Cairo soprattutto per le Piramidi e, non aspettandoci molto altro, abbiamo prenotato al JW Marriott Golf (www.marriott.com), un grande albergo con un magnifico campo da golf appena fuori città, dove avremmo potuto passare altri due giorni a tirar palle senza pensare alla zozzeria urbana. Insomma, un weekend alla scoperta di Piramidi, storia e tanto golf!

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Un altro albergo di grande fascino è senz’altro il Mena House (fino al 2012 era gestito dalla catena Oberoi), storico hotel di lusso, anch’esso dotato di campo da golf con vista Piramidi, praticamente a ridosso della collina di Giza. Spettacolare, anche perché alloggiando qua si può visitare l’intera area archeologica a piedi. Purtroppo quando siamo andati noi era fully booked.

Altrimenti, se non siete golfisti e amate comunque sentirvi al centro del caos, ci sono ottimi alberghi nell’esclusiva zona di Zamalek (un isolotto sul Nilo collegato con alcuni ponti a downtown), per lo più bei alberghi con piscine che affacciano sul fiume, oppure nelle vicinanze alla famosa piazza Tahir – di solito grattacieli appartenenti alle note catene tra cui l’Intercontinental, Ramses Hilton, Kempinski Nile o il Marriott tutti cinque stelle a prezzi spesso ridicoli.

Perché Il Cairo va visitata per le Piramidi: spettacolo unico, impressionante, da batticuore, nonostante il boato della città che è ormai arrivato ai piedi di esse, giustifica l’intero viaggio.

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Il periodo migliore per andarci è senz’altro aprile – clima secco, ancora non molto caldo, insomma, piacevole.

Il primo giorno l’abbiamo dedicato interamente a Giza, tra l’area delle Piramidi e quella della Sfinge. Non fate l’errore di ingaggiare una guida turistica, soprattutto se alloggiate nei grandi alberghi in centro dove cercheranno di appiopparvene una ad ogni costo. E’ gente fastidiosa, almeno dal nostro punto di vista, e appiccicosa. Vi portano con un minibus per un’oretta o due alle Piramidi, dopodiché per altrettante ore in diversi negozi di souvenir e artigianato locale dove sarete costretti o a comprare cose inutili o ad imbarazzanti rifiuti di fronte alle insistenti offerte dei venditori. Di solito la seconda.

Un’altra cosa … per raggiungere le Piramidi – e in generale per girare la città – noleggiate un’auto privata con autista dall’albergo, mai un taxi! Salvo siate in cerca di emozioni forti. Ciò per vari motivi.

Il primo è che nessun tassista parla inglese e se gli dite di portarvi nel vostro albergo, questo è capace di attraversare mezza Cairo fino a qualche infimo ostello di sua conoscenza dicendo “Sir, hotel good, good …” con il pollice alzato. A noi è successo, e andategli a spiegare che non volevate che vi portasse in un albergo qualsiasi, ma semplicemente al vostro! E non serve nemmeno domandare al tassista se parla inglese prima di salire … il nostro ci aveva assicurato di si!

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Il secondo è che i taxi sono vecchi, maleodoranti e senza aria condizionata, fatto che da aprile in poi può rappresentare un bel problema, soprattutto se beccate uno dei soliti ingorghi che possono durare ore. Noi abbiamo raggiunto Giza dal centro in circa tre ore (saranno stati 10 km), e nel tragitto il tassista si fermò persino a prendersi un tè alla menta, mentre noi attendevamo nell’auto. Non hanno specchietti laterali perché se li rompono nel traffico, suonano il clacson in continuazione e, naturalmente, non c’è nessun tassametro. La trattativa sul prezzo si fa prima di salire! Di solito il tassista scrive una cifra sulla mano e ve la fa vedere, voi dite di no, lui la cancella con lo sputo e scrive una nuova offerta finché non si giunge ad un accordo. Come a Zurigo!

Comunque, torniamo alle Piramidi. Andateci di mattina, da soli, con un autista a noleggio che vi attenderà al parcheggio e senza guida. Prendete tempo, passeggiate, sedetevi ad osservarle e immaginate come sono state costruite, pensate ai Faraoni e alla grandezza della civiltà egizia! E’ uno dei posti più straordinari al mondo, godetevelo! E’ sorprendente vedere anche il contrasto tra il nuovo e l’antico, come la città si ferma dal lato della cittadina di Giza mentre dall’altra parte inizia il deserto, uguale dai tempi di Ramsete!
Fatevi una foto sul cammello con le piramidi dietro! Inutile dirlo, è la migliore! Se volete, accettate anche un giro intorno al complesso, su un dromedario o su un asino, non importa. Al Cairo si può!

Noi ci siamo anche allontanati camminando sulla piana, cercando prospettive diverse e atmosfere suggestive.

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Poi andate alla Sfinge, a piedi o facendovi portare all’ingresso dall’autista. A differenza della parte delle piramidi, qui i turisti si “sentono”, per via del poco spazio delimitato dalle transenne e degli stretti passaggi obbligatori. Quando vi troverete dalla parte destra della Sfinge, con la piramide di Chefren sullo sfondo, arrampicatevi sul muretto e fate una foto. Nessuno vi dirà nulla, ma eviterete di riprendere anche le teste degli altri visitatori.

Tornate in albergo, pranzate e godetevi la piscina. Attenzione a non mangiare cose crude, frutta o verdura lavata con acqua, ma limitarsi a tutto ciò che è stato bollito, fritto, infornato. Perché la maledizione di Montezuma non perdona, nemmeno qui!

Uscite nel pomeriggio per una passeggiata in centro. Le distanze sono enormi e non è molto piacevole camminare, oltre che sarete molestati in continuo da venditori ambulanti e, se siete in coppia, da uomini che faranno apprezzamenti (a voi) sulla vostra donna a prescindere se racchia o meno, purché occidentale e soprattutto bionda! Nel ventunesimo secolo hanno imparato almeno a non offrire cammelli in cambio… Sarà merito della globalizzazione!

In ogni caso, per proteggere gli stranieri c’è l’onnipresente (nelle zone centrali) polizia turistica i cui gendarmi vestiti di bianco sono facilmente individuabili.

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Visitate il souk (mercato) più famoso della città, il Khan Al Khalili. Preparatevi ad essere assaliti dai venditori, da improvvisate guide turistiche e quant’altro, fa parte del fascino del posto! Cercate il caffè Fishawi, uno dei più antichi del Cairo, che si trova all’interno del suok. Famoso per i suoi specchi, è un luogo perfetto per prendere un tè alla menta e fumare shisha, osservando la gente e facendosi osservare.

Per cena fate come vi pare, in albergo o su consiglio del concierge, ricordando che qui le dritte non sono mai disinteressate.

Il giorno dopo dedicatelo alla visita di ciò che resta. Piazza Tahir, enorme, brutta e inospitale, diventata famosa come centro delle proteste della Primavera Araba, è a portata di mano perciò vedetela. Poi andate alla Citadel (Cittadella), imponente fortificazione sulla collina del Muqattam, vicino al centro, che ospita in cima la gigantesca Moschea Mohammed Ali Basha dalla quale si apre una vista spettacolare a 360 gradi sulla città. Secoli fa la Citadel è stata la sede del potere politico e militare. Uno dei pochi posti davvero belli del Cairo. Da non mancare!

Scendendo a piedi e girando a destra, vi troverete su una rotonda dietro la quale sorge uno degli edifici più noti del Cairo, la Moschea El Rifai, i cui altissimi minareti li avrete sicuramente notati precedentemente dai terrazzi in cima alla Cittadella. Da lì comincia la famosa zona Islamic Cairo che, a parte alcuni vicoli molto caratteristici e suggestivi, è la solita zona sporca e maleodorante. Fate un giro, poi tornate indietro sulla rotonda e chiedete dov’è la Moschea Ibn Tulun, caratterizzata da un immenso cortile. Questa merita davvero! Poi tornate in albergo felici di aver visto Il Cairo.

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E se qualcuno vi dicesse che vale la pena visitare anche la Città dei Morti del Cairo (la Necropoli) o se leggeste sulle riviste specializzate cose del tipo “… luogo mistico, è un antico cimitero dove vivono tutt’oggi migliaia di persone tra le tombe …” diffidate! In realtà è una grande baraccopoli di terra e mattoni, con strade dissestate, sporcizia e sicuramente non meritevole di essere vista.

Come ci è sembrato inutile anche il giro sul Nilo in Feluca anche se quello si potrebbe fare, magari al tramonto quando le luci della città si accendono.

Buon viaggio!

La mappa del nostro viaggio a Il Cairo